Economia

La storia della coop che licenzia una dipendente per assumerne due con il reddito di cittadinanza

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Cosa succederà con il tanto agognato e molto promesso “reddito di cittadinanza” declinato secondo le interpretazioni del MoVimento 5 Stelle? A quanto pare per scoprirlo ci vorrà qualche anno, giusto il tempo attuare la riforma dei centri per l’impiego. Nel frattempo però nei comuni amministrati dai sindaci del M5S si sperimentano forme di reddito di cittadinanza a livello locale. A Castelfidardo (Ancona) lo hanno chiamato reddito di cittadinanza ma in realtà sono “borse lavoro”. Un contributo di 400 euro mensili della durata sei mesi (per un impegno lavorativo di 20 ore settimanali) erogato dal Comune per favorire l’occupazione.

Come funziona il reddito di cittadinanza a Castelfidardo

In buona sostanza il Comune paga e le imprese locali assumono, a costo zero. Con l’ovvia soddisfazione da parte delle aziende che possono “ottenere” stagisti pagati meno di 5 euro l’ora. Ben al di sotto della soglia del reddito minimo che vorrebbe il M5S e anche meno dei tanto criticati e contestati voucher. E proprio a differenza dei voucher non è previsto il versamento degli oneri pensionistici. Una volta scaduto il periodo dei sei mesi sarà l’azienda a valutare o meno l’assunzione del “borsista” con reddito di cittadinanza. Della vicenda, visto che sono tutti curiosi di sapere se il reddito di cittadinanza potrà funzionare, si è occupata qualche giorno fa la trasmissione di Rai 3 Agorà. I requisiti per partecipare al progetto sono semplici: bisogna avere un’età compresa tra 30 e 65 anni, un reddito Isee inferiore a 25mila euro e avere la residenza nel comune da dieci anni. Il reddito si può ottenere però solo una volta, come se quei sei mesi risolvessero tutti i problemi.

Il Comune di Castelfidardo, governato dal sindaco Roberto Ascani, ha stanziato 188 mila euro in due anni per lanciare il suo progetto di reddito di cittadinanza. Ma l’opposizione denuncia che non si tratta di una vera misura in grado di favorire la fuoriuscita dalla disoccupazione, se non in maniera temporanea. Una volta scaduto il periodo di prova (e quindi l’incentivo pubblico) le aziende non assumono gli “stagisti” che quindi tornano a casa. C’è poi il dubbio su quanto 400 euro al mese possano realmente incidere sul bilancio familiare.

Se il reddito di cittadinanza è un’affare solo per le aziende

Enrico Santini, consigliere del Partito Democratico, è stato il primo a denunciare i “lati oscuri” del reddito di cittadinanza di Castelfidardo. Un’azienda che ha una cassa integrazione in corso ha deciso di usufruire della “borsa lavoro” del Comune per “assumere” sei nuovi stagisti. Le ragioni sono ovvie: i costi per l’azienda sono irrisori (assicurazione e INAIL) ed evidentemente l’inserimento dei “borsisti” non pregiudica l’erogazione della cassa integrazione. Più che un sostegno all’occupazione sembra un sostegno alle imprese per fornire lavoratori sottopagati a costo zero.

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Poi, prosegue Santini, c’è un “noto albergo locale che avrà sì e no 4 o 5 dipendenti” che ha attivato sei percorsi con le “borse lavoro”. Ed infine il caso più clamoroso: “una società che ha in gestione un servizio comunale (asilo nido) ha pensato bene di licenziare una dipendente con contratto a tempo indeterminato per sostituirla con due redditi di cittadinanza”. Personale che difficilmente, visto il comportamento dell’azienda, verrà assunto al termine del progetto. Per il sindaco si sta facendo “troppo rumore per un solo caso” e ricorda che “su 35 borsisti abbiamo avuto 6 assunzioni”, ma evita di conteggiare che quelle sei assunzioni sono costate la perdita di almeno un posto di lavoro. La capogruppo del PD di Castelfidardo Lara Piatanesi ci va giù dura: «Siamo di fronte a un caso gravissimo: una donna è stata licenziata per far posto ad altre due persone assunte a costo zero proprio grazie al reddito di cittadinanza». Prosegue Santini: «La coop che gestisce l’asilo comunale con contratto di servizio di 139 mila euro per due anni ha prima ridotto l’orario di lavoro e poi licenziato una dipendente con contratto a tempo indeterminato da 9 anni».

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Manca poi la formazione, una persona intervistata da Rai Tre ha raccontato di essere assunto per fare il cuoco, ma in cucina era da solo. E non è chiaro se tra i criteri per le assunzioni temporanee si guardano anche le competenze pregresse. Il rischio è di trovare, come spiegava Luigi Di Maio qualche anno fa, un geologo a coltivare un campo di patate. Secondo il Capo Politico del M5S per finanziare il reddito di cittadinanza era necessario chiudere gli enti inutili (e mandare a casa i dipendenti, con l’ormai storico esempio del geologo). A Castelfidardo hanno fatto meglio: hanno fatto licenziare una lavoratrice per poter erogare due “redditi di cittadinanza”. Tutto a spese della collettività.

EDIT: Da Cooperativa Social Servizi riceviamo e pubblichiamo:

Siamo sconcertati dalle dichiarazioni apparse sulla stampa relative al progetto reddito di cittadinanza promosso dal Comune di Castelfidardo e sperimentato nella nostra cooperativa. Le dichiarazioni rese sono molto confuse e mettono in relazione fatti che sono distinti e separati tra loro. Nessun lavoratore è stato licenziato dalla Social Servizi e sostituito con borsisti legati al reddito di cittadinanza.

La Cooperativa Social Servizi ha firmato una convenzione con il Comune di Castelfidardo che prevedeva l’attivazione del progetto sperimentale relativo al reddito di cittadinanza presso l’Asilo Nido “Il Girotondo” e presso la Casa di Riposo “Mordini”, due servizi gestiti dalla nostra Cooperativa per conto del Comune.

La Cooperativa Social Servizi considera l’esclusione dal mondo del lavoro come una forma terribile di emarginazione sociale da combattere attraverso ogni mezzo e per questo, ha condiviso lo strumento messo in campo dall’Amministrazione fidardese, attivandosi per organizzare le borse lavoro presso le due strutture gestite.

L’inserimento lavorativo dei borsisti è avvenuto sulla base di un progetto integrativo e non sostitutivo del lavoro degli operatori di ruolo che è stato condiviso con il Referente comunale del servizio, i lavoratori e i tutor aziendali.

Durante lo svolgimento della borsa lavoro i borsisti hanno svolto il loro lavoro in maniera precisa e professionale, hanno rispettato gli orari di servizio, l’ambiente di lavoro e le norme in materia di igiene e sicurezza previste sia nell’ Asilo Nido che nella Casa di Riposo, riuscendo ad instaurare un proficuo rapporto di collaborazione con il tutor, gli altri colleghi e gli utenti dei servizi, dimostrandosi delle risorse valide.

Se l’intenzione del progetto attivato dal Comune di Castelfidardo aveva l’obiettivo di favorire il reinserimento lavorativo di persone prive di lavoro, il progetto sperimentale denominato “Reddito di Cittadinanza” ha raggiunto, nella nostra Cooperativa, l’obiettivo progettuale in quanto, al termine della borsa lavoro, uno dei tre borsisti, è stato regolarmente assunto dalla società presso l’Asilo Nido “Il Girotondo” con un contratto di lavoro che prevede l’applicazione del CCNL di Categoria delle Cooperative sociali.

Nessun lavoratore è stato licenziato dalla nostra Cooperativa e sostituito con borsisti legati al reddito di cittadinanza. Gli unici licenziamenti effettuati dalla Social Servizi a Castelfidardo riguardano i lavoratori della Casa di Riposo “Mordini” e sono avvenuti per cessazione del contratto d’appalto allo scadere dei termini previsti dalla convenzione stipulata con il Comune.

Attualmente la casa di riposo è gestita da un’altra società e i licenziamenti dei lavoratori della “Mordini” hanno rappresentato un atto di tutela dei lavoratori, previsto dall’art. 37 del CCNL di categoria nella fase del cambio di gestione del servizio, e sono stati eseguiti allo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti. I lavoratori della “Mordini”, dunque, sono stati prima licenziati dalla nostra Cooperativa e poi assunti dall’attuale gestore del servizio.

Questi sono i fatti che in maniera confusa alcuni consiglieri di minoranza del Comune di Castelfidardo hanno messo in relazione, strumentalizzando il lavoro della nostra Cooperativa sul territorio per attaccare il Reddito di Cittadinanza e il lavoro dell’Amministrazione comunale. Su questo punto la nostra società è indignata e si riserva di agire attraverso tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione per arginare la diffamazione subita a mezzo stampa e per difendere il lavoro, il sacrificio e l’impegno dei tanti soci lavoratori che ogni mattina assicurano servizi di pubblica utilità, assistendo anziani e bambini del territorio.

Leggi sull’argomento: Luigi Di Maio, il geologo e il reddito di cittadinanza