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Cartelle esattoriali: la proroga dello stop al 31 maggio e la rateizzazione in dieci anni

Lo stop alle cartelle esattoriali verrà prorogato fino al 31 maggio: non solo. Alla fine dello stop è prevista una rateizzazione fino a dieci anni. Ecco per chi

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Lo stop alle cartelle esattoriali verrà prorogato fino al 31 maggio: non solo. Alla fine dello stop è prevista una rateizzazione fino a dieci anni per agevolare chi non riesce a pagare subito. Ma non per tutti

Cartelle esattoriali: la proroga dello stop al 31 maggio e la rateizzazione in dieci anni

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato qualche giorno fa che è in corso di definizione il provvedimento normativo che differirà al 31 maggio 2021, il termine di sospensione delle attività di riscossione, attualmente fissato al 30 aprile 2021. Il Mef sottolinea che la sospensione, introdotta a partire dall’8 marzo 2020 dall’art. 68 del decreto-legge Cura Italia, riguarda tutti i versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, nonché l’invio di nuove cartelle e la possibilità per l’Agenzia di avviare procedure cautelari o esecutive di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti. Il Corriere spiega che alla fine della proroga sarà data la possibilità di rateizzare i debiti con il fisco:

Nel decreto che dovrebbe essere approvato giovedì prossimo ci sarà una norma che stabilirà l’ulteriore proroga dell’invio delle cartelle fino al 31 maggio, ma l’esecutivo non intende andare oltre quel termine e si tratterà dell’ultimo intervento per sospendere l’attività di notifica e di accertamento. Dal mese di giugno, insomma, riprenderà la riscossione, tanto che per ridurre l’impatto sui conti delle imprese è prevista la possibilità di rateizzare le cartelle L’ipotesi più probabile è che le partite Iva, iscritte nell’elenco delle attività che hanno beneficiato dei contributi a fondo perduto (poiché tra quelle colpite dagli effetti della pandemia), possano richiedere una rateizzazione degli importi dovuti fino a 10 anni.

“Restano sospese, inoltre, le verifiche di inadempienza che le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica devono effettuare, ai sensi dell’art. 48 bis del DPR 602/1973, prima di disporre pagamenti di importo superiore a cinquemila euro” aggiunge il Mef.