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Capire il futuro senza Wi-Fi

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Il Fatto Quotidiano racconta oggi che al convegno di Davide Casaleggio SUM 01 – Capire il Futuro era tutto bello, bello, bellissimo, ma mancava il wi-fi:

Ma il wi-fi che fine ha fatto? Se lo è divorato il passato? Nell’Officina H che fu palazzo avveniristico della Olivetti, nell’evento per gente di un certo livello messo su dall’Associazione Gianroberto Casaleggio, diramazione della Casaleggio Associati che vive di web, non c’era la linea internet. Certo, per la manifestazione si sono portate strutture da fuori, essenziali per i video e tutto il resto. Ma nella sala stampa, come in tutto il resto del complesso, niente collegamento wi-fi.
E in una saletta attigua all’Auditorium, anche la diretta streaming dell’evento – vero feticcio per gli happening Cinque Stelle – ha vissuto una lunga avaria che avrà causato nella stampa presente la perdita di qualche pezzo di bravura di alcuni dei gentili ospiti. E dire che l’efficienza sul web è un dogma per la Casaleggio Associati e, ovviamente, per i 5Stelle. Paradossi infrastrutturali a margine di un evento moderno, veloce, efficace. Ma senza la linea internet. Tanto per ricordare che cosa è stato il passato e cosa non sarà il futuro.

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La stessa, curiosa assenza è stata notata da Mario Ajello che ne ha scritto sul Messaggero:

Di Pietro che vorrebbe fare il ministro e magari lo vorrebbe diventare pure Lanutti quello dei consumatori. Però dal palco si parla di robot umanoidi, di frigoriferi che fanno la spesa da soli e di altre diavolerie avveniristiche. Tra i relatori no quote rose e una sola donna, la psicologa Maria Rita Parsi. C’è tutta una fascinazione per la «forza rivoluzionaria della tecnologia» ma qui il wireless non funziona, talvolta i video si inceppano, i bit-coin tanto evocati devono scontrarsi con l’assenza del post-pay e al bar e alla libreria si può pagare solo con i vecchi contanti.
Il problema è come coniugare l’olivettismo e il popolo degli smanettoni internettiani spacciatori e prede della complottomania, i vari ceo e ad
presenti in sala (quello di Google Italia, Fabio Vaccarono; quello del San Raffaele, Bedin; per non dire del segretario italiano della Trilateral a sua volta ospite gradito insieme a tecnologi e super-professionisti) e i tipici web-haters numerosi nella galassia grillante e genialmente parodiati da Crozza nel personaggio Napalm51, i nuovi creativi che piacciono a Casaleggio e il corpaccione più fossile che rinnovabile dell’Italia di sempre che è l’unico che può dare il 40 per cento di voti a un partito.

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