Economia

Il canone RAI nella bolletta da 100 a 95 euro

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Il canone Rai finirà nella bolletta dell’elettricità, si pagheranno cento euro nel 2016 e 95 nel 2017 con una curva discendente anche per gli anni successivi. Questo l’annuncio di Matteo Renzi in conferenza stampa riguardo la tassa più odiata dagli italiani. Una proposta che non piace alle aziende elettriche, come scrive oggi il Sole 24 Ore:

«Se non lo pagavi, non ti va bene. Ma se lo pagavi, paghi meno». Le società elettriche continuano a paventare criticità:« Ribadendo la nostra contrarietà – sostiene Chicco Testa, presidente di Assoelettrica – ricordiamo che il travaso delle competenze Rai nelle fatture comporta numerose difficoltà di ordine tecnico e giuridico. Auspichiamo un costruttivo confronto con operatori e Autorità dell’Energia». Il canone si pagherà a rate, ogni due mesi, perché è stata esclusa l’ipotesi di far pagare l’importo in due rate: rischia di aumentare la morosità. I dettagli saranno affidati a un decreto del Ministero dello Sviluppo, sentita l’Autorità per l’Energia, da emanare entro 45 giorni dall’entrata in vigore della Legge di stabilità, il primo gennaio del 2016. Non è chiaro, quindi, se la nuova modalità di raccolta del canone entrerà in vigore dal 2016, com’è nelle intenzioni dell’esecutivo, o dal 2017. Il canone sarà dovuto solo una volta da chi utilizza nella propria residenza anagrafica apparecchi «atti o adattabili» alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. I cento euro, insomma, valgono anche per i tablet usati in famiglia. A pagare dovranno essere le prime case, e non le seconde, o, meglio, pagheranno e le utenze residenziali domestiche (conosciute dalle compagnie elettriche).

canone rai chi non paga
Gli abbonamenti al canone RAI regione per regione (La Repubblica, 5 ottobre 2015)

Chi non pagherà la quota del canone sulla bolletta dovrà dimostrare di non aver alcun apparecchio per ricevere la tv. Non sembra vi sarà il distacco dell’utenza in quest’ultimo caso, ma solo una segnalazione all’Agenzia delle Entrate. Su 22 milioni di utenze familiari, il nuovo meccanismo frutterebbe dunque l’anno prossimo 2,2 miliardi, circa 500 milioni in più rispetto agli 1,7 miliardi raccolti nel 2015. Un ‘tesoretto’ che il governo potrebbe destinare all’ulteriore riduzione del canone per gli anni successivi, a una diminuzione della pubblicità in tv (in linea con le intenzioni del nuovo vertice Rai, che avrebbe messo in cantiere il taglio degli spot sui canali per bambini Rai YoYo e Rai Gulp, pari a 7 milioni l’anno) o al Fondo per l’editoria. Ma al momento si tratta solo di ipotesi: il primo obiettivo della manovra – si sottolinea in ambienti del governo – resta il recupero dell’evasione. Messo a punto dopo il confronto tra ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Agenzia delle Entrate, Rai e Authority e contatti con l’Enel, il canone in bolletta resta nel mirino di Assoelettrica, che prende atto della decisione del governo ma auspica che le modalità operative vengano definite “attraverso un costruttivo confronto con gli operatori e l’Autorità per l’energia”.