Opinioni

Canezza e verità

Da quando qualcuno ha piazzato sulla bacheca facebook di un aspirante scrittore la citazione (falsa) del grande Pippo Steinbeck, in cui si diceva che i veri scrittori sono quelli che osservano e narrano quando c’è di vero, di vivo, di bello e di appassionato nella vita, tutti i giovani romanzieri d’Italia si sono arrovellati su cosa ci sia di vero, di vivo, di bello e di appassionato in giro, e dunque su come osservarlo e narrarlo.
cani prato
Alla fine si è deciso di prendere dei cani di varie taglie e di farli correre per un pratone, al margine di un boschetto. Seduti su seggiole di plastica, gli scrittori guardano i cani e prendono appunti, in attesa di convertirli in grande letteratura. Il primo frutto di questa nuova onda, buttato giù di getto come un latrato necessario dallo scrittore goriziano Ermes Cociancich, si chiamerà “Sappiano le mie parole di cane”; in uscita per Einaudi, si propone di echeggiare nel paludato mondo letterario come un minicicciolo in un canile.