Rassegna Stampa

Cancelleri (M5S) apre a Renzi: “Nel governo tutti sacrificabili, anche Bonafede”

L’inattesa autocritica del viceministro dei Trasporti e l’apertura al dialogo. A costo anche di rompere tabù fino ad oggi considerati intoccabili

“Credo che nessuno in questo momento possa ritenersi indispensabile e lo dico innanzitutto a me stesso”. Il viceministro  delle infrastrutture e dei trasporti – durante un’intervista rilasciata a La Stampa – non ha dubbi: in questo momento tutti sacrificabili, compreso il guardasigilli Alfonso Bonafede. Lui che, mercoledì alla Camera e giovedì al Senato, presenterà la relazione sulla Giustizia, che sarà un ulteriore spartiacque per il governo. Se il ministro degli Esteri Luigi di Maio tira dritto (“Quello sulla giustizia è un voto sul governo, non si pensi che sia solo un voto su Alfonso Bonafede”), Cancelleri nell’intervista al quotidiano tornese appare molto più cauto.

Se dobbiamo mettere al centro il bene dell’Italia, che passa dalla necessità di far andare avanti questo governo, dobbiamo essere pronti anche a sacrificare la nostra posizione. Se mercoledì non ci fossero numeri certi, credo che dovrà emergere un atto di responsabilità da parte del presidente del Consiglio, anche se le scelte a disposizione non incontrassero il massimo del suo gradimento. In questa crisi ho piena fiducia nel Capo dello Stato. Ed è da scellerati insinuare, come ha fatto il centrodestra, che il Presidente Mattarella prenda le sue decisioni garantendo una sola parte politica.

Una strada sempre più stretta per i numeri tirati, soprattutto considerando la chiusura verso Italia Viva, rientro ormai partito inaffidabile. Anche se qualcuno dall’interno continua a chiedere un nuovo dialogo con l’ex presidente del Consiglio. Il voto di Italia Viva alla relazione del ministro sarà il voto delle verità: “Se voterà contro, sarà Renzi a chiudere la porta definitivamente, schierandosi con l’opposizione”. E ancora, a chi gli chiede se sia rottura netta con Iv:

Il “mai più” credo non esista nemmeno nella vita di tutti i giorni, figuriamoci in politica. Certe posizioni rigide, in una situazione come questa, non giovano a nessuno. Il dialogo, invece, fa sempre crescere. Questo però non esime Renzi dalle sue colpe e dall’irresponsabilità dimostrata. Tra Conte e Renzi, come ha detto anche Di Maio, noi sceglieremo sempre Conte. Al momento mi sembra difficile riaprire un confronto, mentre non lo sarebbe con i singoli parlamentari di Italia viva. Alcune delle critiche che ha posto Renzi le condividevo – sulla sanità e sulle infrastrutture, ad esempio, possiamo fare meglio -, il metodo però è stato profondamente sbagliato.

E poi una riflessioni di Cancelleri rivolta a chi accusa i partiti della maggioranza di non voler lasciare posti in Parlamento e incarichi di governo:

È un momento talmente grave che non potrei mettere le mie ritrosie personali di fronte al bene del Paese. Certe valutazioni, semmai, le faremo più avanti. Nessuno qui tira a campare. Lo dico sapendo che se scivolassimo verso le urne io andrei a casa definitivamente, perché non sono nemmeno un parlamentare. Al di là delle ambizioni personali, però, continuo a credere che entrare in campagna elettorale oggi sia una follia.