Politica

La Camera approva la legge (imperfetta) sulla morte medicamente assistita

Massimiliano Cassano|

positività tossica

Con 253 sì, 117 no e un astenuto la Camera ha approvato la legge sulla morte volontaria medicalmente assistita. Questo vuol dire che il provvedimento passa adesso al Senato, che dovrà approvarlo senza apporvi modifiche affinché possa poi essere inviato al presidente della Repubblica per la promulgazione. Altrimenti, ritornerà alla Camera con i nuovi emendamenti e ripartirà l’iter di approvazione. L’accordo sul testo è stato raggiunto dopo il via libera con un voto pressoché bipartisan (380 si, 7 no e 12 astenuti) all’articolo 6 che definisce le norme sull’obiezione di coscienza nella legge che contiene le “Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita”.

In salvo l’articolo 6 sull’obiezione di coscienza

L’articolo prevede che “il personale sanitario e esercente le attività sanitarie ausiliarie, non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’assistenza alla morte volontaria medicalmente assistita” disciplinate dalla legge “quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell’obiettore deve essere comunicata entro tre mesi dalla data di adozione del regolamento al direttore dell’azienda sanitaria locale o dell’azienda ospedaliera, nel caso di personale dipendente”. Inoltre l’obiezione di coscienza “può sempre essere revocata” ma in caso di obiezione “la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione” ai soggetti preposti e indicati dalla legge. L’obiezione di coscienza “esonera il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente dirette al suicidio e non dall’assistenza antecedente l’intervento”.

Cosa prevede la legge sulla morte medicamente assistita

La legge prevede norme per la facoltà di richiedere assistenza medica per porre volontariamente e autonomamente fine alla propria vita, e pone specifiche condizioni, presenti all’articolo 1: “Disciplina la facoltà della persona affetta da una patologia irreversibile e con prognosi infausta o da una condizione clinica irreversibile, di richiedere assistenza medica, al fine di porre fine volontariamente e autonomamente alla propria vita”. Per morte volontaria medicalmente assistita si intende “il decesso cagionato da un atto autonomo, con il quale si pone fine alla propria vita in modo volontario, dignitoso e consapevole, con il supporto e sotto il controllo del Servizio sanitario nazionale“. L’atto “deve essere il risultato di una volontà attuale, libera e consapevole di un soggetto pienamente capace di intendere e di volere”.  Il medico, il personale sanitario e amministrativo e chiunque abbia agevolato il malato nell’esecuzione della procedura di morte volontaria medicalmente assistita non sono considerati punibili.

Marco Cappato sull’approvazione alla camera della legge

“Nonostante i passi indietro della proposta di legge rispetto alla stessa sentenza ‘Cappato’ della Corte costituzionale e la bocciatura degli emendamenti per una piena legalizzazione dell’eutanasia, l’approvazione del testo alla Camera rappresenta un passaggio positivo”. Così i leader dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo e Marco Cappato, che in questi giorni è a Varsavia per manifestare a favore dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue e per il Congresso del movimento Eumans. “Finalmente il Parlamento – continuano Cappato e Gallo – dà segno di voler provare ad assumersi le proprie responsabilità. Non sarebbe mai accaduto senza il coraggio di persone come Piergiorgio Welby, Fabiano Antoniani e Davide Trentini, che resero pubblica la loro scelta, senza le disobbedienze civili e senza 1.240.000 persone che hanno firmato il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia attiva facendo emergere una profonda consapevolezza e volontà popolare”. “Non ci facciamo illusioni – aggiungono – siamo ben consapevoli della difficoltà che rappresenta il passaggio al Senato, nonché degli effetti discriminatori del testo nella versione attuale, che esclude dalla possibilità di accedere all’aiuto a morire i pazienti ‘non tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale’ (come ad esempio solitamente sono i malati terminali di cancro e alcune malattie neurovegetative). È per questo indispensabile che la legge sia immediatamente calendarizzata al Senato e per questo ci mobiliteremo nelle piazze italiane dall’8 al 10 aprile”.