Opinioni

La storia delle mogli del paese che vanno con i profughi a Camaiore

La chiacchiera è un venticello e a Camaiore non si fa mica eccezione: da qualche giorno il web è inondato di articoli che raccontano una storia piuttosto discutibile, che vorrebbe “le mogli del paese” trascorrere “allegre serate con i profughi” del centro di accoglienza della cittadina in provincia di Lucca. La storia è innescata da un articolo a firma di Beppe Nelli uscito su La Nazione il 19 ottobre scorso e girato anche in forma di ritaglio:

La faccenda delle donne camaioresi attratte dal fascino esotico dei giovani migranti andava avanti da un po’. Le segnalazioni dei vicini, l’interrogazione del capogruppo di Forza Italia Riccardo Erra, e i controlli fatti fare dal sindaco renziano Alessandro Del Dotto, hanno buttato all’aria tutto.
I cittadini della zona dove, in casa, avvenivano i rendez-vous si sono rivolti al sindaco. Lui ha temuto che i migranti fossero caduti nelle mani di qualche spacciatore. Il problema, in Versilia, è gravissimo e quotidiano. Così Del Dotto ha chiesto a vigili urbani e carabinieri di fare controlli. Ci sono stati appostamenti. E’ intervenuto anche il presidente della Misericordia di Lido di Camaiore, l’ente che cura l’accoglienza dei migranti e ha messo a disposizione quell’abitazione. E durante un sopralluogo a sorpresa ha trovato, rimpiattate sotto ai letti dei migranti, alcune ragazze di colore.

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A leggere però con la necessaria attenzione i controlli di cui si racconta, innescati dal fatto che nel centro d’accoglienza possono stare solo maschi, in primo luogo hanno colto “in flagranza” soltanto “alcune ragazze di colore”, mentre il racconto che riguarda le “mitiche” signore camaioresi è molto più sfumato e dubbioso, visto che parla di automobili parcheggiate davanti al famoso centro:

Durante gli appostamenti serali è stato notato che le auto che si fermavano per un paio d’ore erano di donne bianche, giovani e meno giovani, e anche riconoscibili. Però nessun reato veniva commesso, e quindi non ci sono state segnalazioni. A volte le signore camaioresi arrivavano in piccoli gruppi. Le divise che hanno «scoperto» questa spontanea e collaborativa tratta delle bianche si sono trovate in imbarazzo.

Ma soprattutto, se non ci sono reati e quindi non ci sono identificati, come si fa a dire che le presunte transitanti erano addirittura coniugate? Solo perché il paese è piccolo, la gente mormora, la citazione di Pietro Germi è obbligatoria? Giusto lasciare il giudizio al lettore sulla credibilità di una storia che racconta persino “arrivi di gruppo” nel centro d’accoglienza mentre si suppone che per avere la possibilità di un rapporto sessuale probabilmente anche a Camaiore, come nel resto del mondo, arrivano luoghi più consoni. Il centro d’accoglienza si trova accanto alla nuova sede della Misericordia. Ovviamente, siccome c’è chi deve sempre inventare, nel titolo di questo articolo che parla della vicenda si inventa un marito che irrompe nel centro migranti mentre nel pezzo vero e proprio si parla soltanto della vicenda raccontata da La Nazione.
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Il quotidiano di Firenze comunque ieri ha rincarato la dose, pubblicando un altro pezzo che riguarderebbe invece le signore di Forte dei Marmi. Qui non c’è l’intervento della polizia, ma soltanto una chiacchiera riportata in paese come pezza d’appoggio per un pezzo come al solito invece molto assertivo:

E secondo i ‘si dice’ sempre più insistenti anche qui donne di tutte le età che arrivano dalla Versilia ma anche dalla vicina zona apuana abbordavano bei ragazzi africani che hanno molte ore libere durante la giornata e quindi tempo per divertirsi e far divertire.
Mentre per quanto riguarda Camaiore non ci sarebbe stata nessuna contropartita offerta dalle signore, in questo caso la richiesta dei ragazzi, accettata, per intrattenersi con le allegre signore e signorine sarebbe stata una consistente ricarica sul telefonino cellulare.
Per carità nessun tipo di reato sarebbe stato consumato, ma non ci sarebbe stato solo piacere.

Per il resto, nessuna traccia della vicenda né prove che permettano di verificare l’accaduto. Ma d’altro canto non è mica obbligatorio credere a tutto quello che si legge, no?