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“Carletto Waterloo”, “Bombolo” e “Diversamente vincente”: l’attacco di Scanzi a Calenda

Dopo l’editoriale degli scorsi giorni a firma di Marco Travaglio, è il turno di Andrea Scanzi di attaccare Carlo Calenda

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Continua lo scontro al vetriolo tra il candidato al Campidoglio Carlo Calenda e il Fatto Quotidiano, giornale diretto da Marco Travaglio. Negli scorsi giorni Calenda aveva annunciato sulle colonne de Il Foglio che non avrebbe parlato alla festa del Fatto, dove lo avrebbe atteso un confronto con Raggi e Gualtieri. Una vicenda che aveva fatto imbestialire Travaglio il quale ha dedicato un “Ma mi faccia il piacere” all’ex Ministro, classico spazio che il direttore riserva alla sua opinione tutti i giorni sul giornale che guida.

“Carletto Waterloo”, “Bombolo” e “Diversamente vincente”: l’attacco di Scanzi a Calenda

Questa volta il Direttore ha lasciato che fosse uno dei suoi vice a prendersi la briga di continuare l’offensiva verso il leader di Azione. Nell’edizione di questa mattina del quotidiano Andrea Scanzi, penna di punta de Il Fatto ha riservato parole tutt’altro che lusinghiere a Calenda. “. Interpretava lo scolaro protagonista, Enrico, ed era doppiato perché già allora parlava come Bombolo”, scrive Scanzi. E ancora, “Si laurea in Giurisprudenza e si mette a lavorare in società finanziarie. Approda in Ferrari e fa carriera, legando molto con Luca Cordero di Montezemolo, del tutto casualmente amico ed ex compagno di scuola del papà di Carletto Water(loo)”. Continua, “La sua spiccata propensione al disastro affascina per osmosi Renzi, che lo vuole ministro dello Sviluppo economico (lo era già con Letta) nel suo governo di post-paninari. Calenda fa di tutto per peggiorare ulteriormente un esecutivo di per sé imbarazzante, e ci riesce”.  E conclude con “Desideroso di uccidere nella culla un altro infante politico, crea Azione, in via teorica partito e in via pratica condominio bonsai a due piani: al primo c’è lui e al secondo Richetti. Nel frattempo sfancula il Pd, che lo ha portato in carrozza nell’Europarlamento ma che – a suo dire – è reo di prendere decisioni senza obbedire a Giulio Cesare Calenda. Poi, nell’ennesima ricaduta masochistica, si candida a sindaco di Roma”.

Un articolo a cui Calenda ha risposto con un tweet, “Amici de il fattoquotidiano  potete continuare per altri mesi con queste fiumane di insulti adolescenziali (Water, Bombolo etc), che squalificano solo voi, ma non fate altro che confermare la correttezza della mia decisione di lasciarvi nel vostro brodo (primordiale)”.