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Covid: Burioni, "tweet su no-vax chiusi in casa era ironico, non lo riscriverei'

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Roberto Burioni torna sui suoi passi e chiede scusa. Aveva fatto tanto, troppo, scalpore il suo post in cui paragonava i no vax ai “sorci”. Una scelta di parole orribile, da stigmatizzare, soprattutto se a pronunciarla è uno dei più potenti sostenitori di un dibattito senza odio. Ma sempre ironico. Messaggio che questa volta Burioni ha dimenticato. Tra spada e fioretto, sulle colonne de Il Corriere della Sera il virologo chiede scusa a chiunque si sia sentito offeso. Sottolineando però che discutere di vaccini nel 2021, dopo due anni di Coronavirus, per lui rimane pazzesco ed insensato. Burioni sottolinea comunque che quando l’ironia non viene capita, è responsabilità di chi la fa e si assume tutte le responsabilità del caso. Era stato sommerso di offese nei giorni successivi, sotto il suo post si era scatenata l’ira funesta di chiunque si fosse sentito offeso. Forti anche di un messaggio veicolato in maniera sbagliata e dunque aperto a tutte le forme di strumentalizzazione.

Covid: Burioni, ‘tweet su no-vax chiusi in casa era ironico, non lo riscriverei’. La risposta alla politica

Nonostante lo scontro abbia acceso gli animi, il virologo non indietreggia nei confronti del mondo della politica che strizza gli occhi ai no-vax. Contro il medico i due rami più estremi della politica: Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e Marco Rizzo, segretario del Partito comunista. Al titolare del primo partito del centrodestra ricorda che i vaccini hanno origini lontane, e profonde. Il riferimento è al 1939. Sottolinea Burioni che all’epoca non furono fatte grandi manifestazioni, inspiegabile che oggi ci siano le mobilitazioni di piazza. “Mi odiano i neofascisti, ma mi odiano anche i veterocomunisti: penso proprio di essere nel giusto”, aveva risposto così poi a Rizzo che lo aveva tacciato di essere arrogante e di alimentare l’odio di classe. “Però che uno finisca ricoperto di insulti perché dice che bisogna vaccinarsi è roba da non credere nel 2021 – chiosa Burioni – dopo quello che abbiamo passato”.