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Roberto Burioni "boccia" il leghista Borghi in virologia

@neXt quotidiano|

Burioni Borghi

A ognuno il suo: un medico deve e può parlare di medicina e ricerca, mentre un politico dovrebbe e potrebbe parlare solamente di politica. E invece, durante questa lunga pandemia, abbiamo visto invertirsi – più volte – questi ruoli. Parlamentari che citano studi a caso affermando verità assolute (ma figlie di una cattiva comprensione delle ricerche scientifiche) ed esperti costretti a fermare questa emorragia di disinformazione che dà adito alla platea no vax che pende dalle labbra di chi – per professione – si è sempre occupato di economia e politica. È il caso di Roberto Burioni “costretto” a bocciare il leghista Claudio Borghi.

Burioni Borghi, il leghista rimandato “all’esame” di virologia

“Ma se Roberto Burioni ospite in tv dice cose che sono negate dalla più recente ricerca è una sua opinione, può sempre dire che lui segue altri studi. Diverso è se la trasmissione stessa che presenta come veri dei dati falsi”, aveva twittato il deputato della Lega. Ma Borghi è sicuro di quel che ha scritto e dell’accusa che ha mosso all’immunologo? Ed è lo stesso medico a rispondere in prima persona su Twitter: “Borghi deve ringraziare solo di non essere (e non essere stato) un mio studente. Non si illuda di potere discutere di virologia con me. Se vuole, io spiego, lui ascolta e poi ringrazia. Oppure continua nella sua totale ignoranza. Contento lui, contenti tutti”.

Ma la discussione prosegue con il leghista che assume un atteggiamento da “io so io e voi non siete un…”.

“Forse non ha capito, io sono un Deputato della Repubblica e lei è un ricercatore di non eccelso successo accademico. È lei che deve convincere me, non il contrario”, prova a tuonare il deputato del Carroccio. Ma il professor Burioni non ci sta e replica: “Lei non ha capito. Non so quale sia il suo lavoro, il mio -da professore universitario- è quello di decidere se una persona sa o non sa la virologia, e se non la sa bocciarla. Lei non la sa (non l’ha studiata) ed è bocciato. La scienza non è democratica. Studi e torni a settembre”. Per poi concludere: “Un mio studente che confonde livello anticorpale con protezione non si presenta neanche all’esame”.

Perché è proprio questo il nesso della questione. Nella sua polemica contro Burioni, Borghi ha condiviso un articolo pubblicato su “Nature Communications“. Ma in quella ricerca non viene fatto il paragone, come invece afferma il leghista (anche se a un altro utente dice di non averlo mai fatto, ma per fortuna scripta manent), tra l’immunità naturale e quella da vaccino. E glielo hanno provato a spiegare anche molti altri utenti (anche alcuni medici e ricercatori che hanno letto quello stesso studio) citando l’esatto scopo di quello studio.

Perché è quello il significato dello studio pubblicato (e non capito, o frainteso) dal leghista Borghi. E la bocciatura arrivata dal professor Burioni sembra essere più che giustificata. I due, inoltre, si erano “pizzicati” già in altre occasioni in passato. E anche nelle ore successive alla discussione sullo studio citato dal deputato del Carroccio, arriva una nuova stoccata.

Perché a volte è meglio tacere e parlare di cose di cui si ha contezza.