Opinioni

Buonanno condannato per le frasi sui rom a Piazza Pulita

“Come Naga esprimiamo soddisfazione per la vittoria del ricorso e ringraziamo Buonanno per il sostegno economico alle nostre attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti. Sembra incredibile, eppure c’è voluto un giudice per affermare che i rom non sono la feccia della società. Siamo soddisfatti, ma la misura è colma”: lo ha detto Pietro Massarotto, presidente del Naga. In una nota, l’associazione esprime soddisfazione per l’accoglimento del “ricorso presentato da Asgi e Naga a seguito delle dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione ‘Piazza Pulita’ lo scorso 2 marzo 2015 dall’europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno”. “Oltre al pagamento delle spese legali, Buonanno – si legge ancora – è stato condannato alla pubblicazione dell’ordinanza ‘in caratteri doppi del normale ed in formato idoneo a garantirne adeguata pubblicità, sul quotidiano Il Corriere della Sera entro 30 giorni dalla notifica della stessa. Inoltre il Tribunale, ritenendo l’ordine di pubblicazione del provvedimento ‘sanzione non sufficiente’ lo ha condannato a un risarcimento di 6 mila euro a favore di ciascuna delle due associazioni ricorrenti”.

Nella trasmissione l’europarlamentare (ahahahah) Buonanno aveva definito i rom «la feccia della società» e Djana Pavlovic, attrice e attivista di etnia rom quando lei non gli aveva stretto giustamente la mano. Successivamente Buonanno aveva postato il video su Facebook e il social network lo aveva cancellato. A La Zanzara sui Radio 24 Buonanno aveva la presentazione di un’interrogazione urgente a Bruxelles, al Parlamento Europeo, una richiesta che suscitava risatine e moti di pietà come meritano gesti del genere. “Zuckerberg è come il Califfo – aveva accusato Buonanno – e la cosa è talmente ridicola e assurda che il video di Piazza Pulita si può vedere praticamente su ogni sito di informazione. Mi viene il sospetto che Zuckerberg sia di orgine rom…”. “Intanto trentamila persone non possono ricevere i miei post mentre sono in partenza per la Libia, unico deputato europeo. E non posso comunicare nulla attraverso un mezzo importante come Facebook. Adesso – dice l’europarlamentare leghista – le multinazionali decidono pure chi deve parlare e cosa deve dire”. La scena a cui si riferisce la condanna fa particolarmente schifo perché mentre l’ospite insultava l’altra ospite il conduttore e giornalista Corrado Formigli non apriva bocca, consentendo a Buonanno di completare il suo show a beneficio delle telecamere.