Attualità

Quando Zangrillo diagnosticò un virus a Briatore

In un intervento a L’Aria che tira l’imprenditore disse: “Ero in contatto con il mio medico, il dottor Zangrillo, e non capivamo. Abbiamo fatto le lastre e la Tac e si è vista un’ombra. Con il senno di poi, dopo che è esploso questo virus il dottor Zangrillo mi ha chiamato e mi ha detto che visti i risultati degli altri tu hai fatto il Coronavirus”

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Mentre Flavio Briatore è ricoverato al San Raffaele e salgono a 63 i positivi tra i lavoratori del Billionaire, torna d’attualità l’intervento dell’imprenditore a Cartabianca in cui raccontava la sua esperienza con un virus polmonare che all’epoca identificava come Sars-CoV-2. “Prendevo la tachipirinha, ma la febbre risaliva”, disse all’epoca confondendo forse la tachiprina con un cocktail. Il manager faceva riferimento ai farmaci assunti a dicembre. “A dicembre ho avuto febbre altissima e tosse. Ne sono uscito dopo quasi un mese, ho avuto per diverse settimane una tosse fortissima. Non riuscivo a capire cosa avessi, per questo mi sono fatto ricoverare. Sono stato ricoverato in ospedale, dalla Tac si è visto che avevo un virus ai polmoni, in particolare al polmone sinistro. Il dottor Zangrillo ha confrontato le Tac di persone affette da Coronavirus con la mia. Sono stato molto fortunato”, disse all’epoca Briatore. In un intervento precedente a L’Aria che tira invece Briatore aveva detto testualmente di aver  avuto il Coronavirus: “Eravamo in dicembre, sono stato malissimo per dieci giorni. Ero in contatto con il mio medico, il dottor Zangrillo, e non capivamo cosa stava succedendo. Sono andato a Milano, abbiamo fatto le lastre e la Tac e si è vista un’ombra. Con il senno di poi, dopo che è esploso questo virus io sono stato un po’ il pioniere, il dottor Zangrillo mi ha chiamato e mi ha detto visti i risultati di tutti quanti, visti i risultati delle Tac tu hai fatto il Coronavirus“.

Con il senno di poi possiamo dire che molto probabilmente non si trattava di Sars-CoV-2 ma di un altro virus: è vero che un paziente di Hong Kong è risultato per la seconda volta positivo al virus quattro mesi dopo essersi ammalato una prima volta, ma nell’occasione si è riammalato senza sintomi. Può voler dire che il virus è entrato nel suo corpo, ma il sistema immunitario è riuscito a tenerlo a bada, evitando la malattia. Nel caso di Briatore invece il ricovero al San Raffaele ci dice che non si tratta di una seconda infezione.

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