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Come sta andando la Brexit

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La premier britannica Theresa May respinge alcune delle principali richieste Ue sulla Brexit, definendole soltanto posizioni negoziali dei 27, poche ore dopo l’approvazione all’unanimità delle linee guida per la trattativa dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Al Telegraph May ha ribadito le sue priorità: libero mercato senza dazi, fine della giurisdizione delle Corti europee, fine della libera circolazione dei migranti, come illustrato in un suo discorso alla Lancaster House a gennaio.

Come sta andando la Brexit

Intercettata da un cronista del quotidiano conservatore in una tappa della sua campagna elettorale in Scozia, May ha detto: “Innanzitutto vorrei insistere sul fatto che non abbiamo un accordo sulla Brexit da Bruxelles. Abbiamo le loro linee guida negoziali, abbiamo le nostre linee guida negoziali attraverso la lettera ex articolo 50, e il discorso alla Lancaster House da me pronunciato sull’argomento a gennaio”, con la volontà di controllare l’immigrazione e porre un termine alla giurisdizione delle Corti Ue. “E’ importante che intorno al tavolo si sieda un forte premier del Regno Unito – ha proseguito May, in campagna elettorale in vista delle politiche dell’8 giugno – con un forte mandato da parte del popolo del Regno Unito, un fatto che rafforzerà la nostra posizione negoziale per garantire che otterremo il migliore accordo possibile”.

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Il percorso della Brexit (Corriere della Sera, 30 aprile 2017)

Le linee guida che regolano il negoziato del divorzio del Regno Unito dal blocco Ue prevedono un negoziato per fasi: prima trovare un accordo garantendo i diritti dei cittadini, il rispetto degli impegni finanziari della Gran Bretagna verso l’Ue e la soluzione della questione delle frontiere tra Irlanda del Nord e Irlanda. Solo dopo ci potrà essere la discussione sulla cornice delle relazioni future tra l’Unione e il Regno Unito. Mercoledì prossimo il Collegio dei Commissari varerà la “Raccomandazione” sulla direttiva tecnica per il negoziato. Tale documento sarà sottoposto all’esame dei 27 ed è previsto che la versione definitiva verrà approvata in una nuova riunione del Consiglio affari generali convocata per il 22 maggio a Bruxelles.

Quanto costerà l’addio all’Europa

Quel che è certo è che l’addio alla Ue non sarà gratis. Le stime prevedevano che gli impegni finanziari presi da Londra nei prossimi anni, e che per gli europei dovranno essere onorati anche dopo la Brexit, ammontassero a 60 miliardi. La Gran Bretagna pagherà? “Anche io come Angela Merkel credo che Londra si fa delle illusioni” ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. “Vogliamo una buona relazione con la Gran Bretagna ma anche difendere i nostri interessi, finora questo è riuscito molto bene, ed è un buon punto di partenza per continuare a farlo durante i negoziati” ha aggiunto la Cancelliera tedesca. Il “falco” Wolfgang Schaeuble, appoggia invece la linea dura: “Nulla è gratis, i britannici devono saperlo”.