Opinioni

Boschi e Boldrini a Fermo e la bufala sulle vittime italiane di Dacca

Oggi si sono tenuti i funerali di Emmanuel Namdi nel Duomo di Fermo alla presenza della ministra Maria Elena Boschi e della presidente della Camera Laura Boldrini. Da ieri è partita una litania che vuole le vittime di Dacca tradite perché le istituzioni non hanno fatto lo stesso omaggio alle vittime dell’attentato in Bangladesh. Come da tradizione la balla si diffonde attraverso un articolo del Giornale a firma di Claudio Torri insieme all’immancabile senatore Gasparri.
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Ovviamente che le vittime di Dacca non siano state omaggiate come meritavano è una balla. Il 5 luglio 2016 un aereo ha riportato a casa le salme: in pista ad attenderlo c’erano il capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, i sindaci delle città di origine delle vittime. Le bare ricoperte dal tricolore italiano sono state deposte, poi caricate sulle auto funebri e finalmente avvicinate al bordo della pista, per la benedizione del cappellano militare, accompagnato da un altro sacerdote e da don Luca Monti, il fratello di Simona, una delle vittime. Poi c’è stato l’omaggio del capo dello Stato. Il Corriere spiega:

Il presidente per essere presente ha deciso di interrompere anticipatamente il suo viaggio in America latina. Il capo dello Stato, in attesa delle salme, aveva parlato con i parenti delle vittime in una saletta riservata del 31/mo Stormo, nella zona militare dell’aeroporto di Ciampino. Sullo stesso aereo – insieme ai feretri di Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti- è rientrato in Italia l’unico italiano sopravvissuto, Gianni Boschetti, che nell’attacco jihadista ha perso la moglie, Claudia Maria D’Antona. A bordo anche il vice ministro degli Esteri, Mario Giro. «Ho preso con il Presidente Mattarella l’impegno a nome del governo ad assicurare che i benefici previsti dalla legge per le vittime del terrorismo si applichino ai nostri caduti all’estero. È un impegno doveroso di fronte a episodi come quello della strage di Dacca», ha detto Gentiloni dopo l’ultimo saluto alle vittime. Il viaggio dei nove italiani uccisi dalla follia jihadista si concluderà nel paese di origine di ciascuno di loro, con i funerali in forma privata.


Attendiamo ancora di capire se faccia più schifo non omaggiare le vittime perché di colore sgradito o utilizzare un lutto come quello di Dacca per raccattare quattro voti merdosi.

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