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Il piano di Boris Johnson per deportare in Ruanda i richiedenti asilo entrati illegalmente nel Regno Unito

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Decine di migliaia di richiedenti asilo arrivati nel Regno Unito illegalmente potranno essere deportati in Ruanda: lo ha annunciato il premier Boris Johnson parlando di un piano del suo governo teso a “salvare un numero infinito di vite” dai trafficanti di esseri umani che stanno trasformando la Manica in un “cimitero marino”. E nell’ambito di questa nuova politica del pugno di ferro contro i migranti, Johnson ha annunciato che da oggi sarà la Royal Navy, non più la Border force, a controllare le operazioni sulla Manica, in modo da fermare le piccole imbarcazioni e barconi di migranti. Inoltre sarà possibile incriminare chi arriva illegalmente, e comminare pene pesanti, fino all’ergastolo, contro i trafficanti. Il piano è stato definito “crudele” dalle organizzazioni umanitarie. L’accordo con il Ruanda non “ha limiti” di numeri ed il Paese africano, ha detto ancora Johnson, “ha la capacità di ospitare decine di migliaia di persone negli anni a venire”.

Il piano di Boris Johnson per deportare in Ruanda i richiedenti asilo entrati illegalmente nel Regno Unito

Il premier britannico è consapevole che arriveranno “diversi ricorsi legali” ma si dice convinto di star rispettando “tutti gli obblighi internazionali”. La nuova politica migratoria “non potrà entrare in vigore da un giorno all’altro”. Secondo i dati della Bbc, lo scorso anno 28.526 persone hanno attraversato la Manica in piccole imbarcazioni, mentre nel 2020 erano state poco più di 8mila. Solo ieri 600 persone hanno attraversato la Manica in barca, e secondo Johnson nelle prossime settimane si potrà arrivare a mille al giorno. Ai richiedenti asilo entrati illegalmente nel Regno Unito che il governo intende deportare in Ruanda verranno forniti, una volta arrivati nel Paese africano, aiuti per un periodo fino a cinque anni, compresa formazione professionale, alloggio ed assistenza medica. “Credo che dobbiamo vedere questi piani per quello che sono: un disperato annuncio di un primo ministro che vuole distogliere l’attenzione del fatto che ha violato la legge”. Così il leader laburista, Keir Starmer, che solleva anche altri dubbi sulla fattibilità del progetto: “Costerà miliardi di sterline ai contribuenti e che riflette un primo ministro che non ha risposte alle questioni che devono essere affrontate e non ha vergogna. Credo che i britannici si meritino di meglio”.