Economia

Bonus bebé, tutti i perché

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I tre numeri più importanti del bonus bebé: sarà erogato mensilmente per un controvalore di 960 euro l’anno e solo a chi non ha redditi familiari superiori ai 90000 euro. Alla fine del lunghissimo tira-e-molla tra ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato (a dimostrazione del fatto che la bollinatura non era solo una questione tecnica, ma guardava alle coperture della legge) arriva quindi una parola e un costo definitvo per il regalino ai neonati promesso da Renzi in casa D’Urso: 3 miliardi di euro in tre anni, ovvero la somma di circa 500mila nati all’anno previsti per 2015-2016-2017. Antonio Castro su Libero fa notare che Renzi ha fatto retromarcia rispetto alle promesse di partenza:

Bella differenza, viste le promesse. Domenica pomeriggio Matteo Renzi (intervenendo su Canale 5 a Domenica Live),aveva scandito:«Dal 1˚gennaio del 2015 daremo gli 80 euro non solo a chi prende meno di 1.500 euro al mese (bonus di aprile per chi ha uno stipendio sotto i 26mila euro lordi, ndr),ma anche a tutte le mamme che fanno un figlio per i primi tre anni. Si tratta dimezzomiliardodestinato alle famiglie».Peccato che tra gli annunci tv e la fredda realtà di bilancio,ci siano di mezzo i «guardiani» della Ragioneria. E quindi sempre ieri il ministero delTesoroè stato costretto a puntualizzarei termini, ben più stringenti,per incassare il bonus. Primo non verrà pagato in un’unica soluzione (900 euro), m mensilmente (ennesimotweet). E poi che ne dovrebbero(?) aver diritto le neomamme con un reddito Isee sotto i 36mila euro (a spanne 90 mila euro di reddito lordo familiare).Ma c’èdell’altro: lootterrannosolo iprimi a farne richiesta.Chi dovesse nasceredopo l’estate ne avrebbe diritto(a rigor di legge),ma la «capienzadel fondo» (500 milioni),potrebbe non bastare. Equindi l’Inps (che pagherà),terrà conto della capienza (isoldi), e la precedenza di richiesta-nascita. Il testo puntualizza che «in caso di insufficienza delle risorse, l’Inps nonprende più in considerazione ulteriori domande».C’è almenola consolazione che il bonusviene «sterilizzato ai fini Irpef», non aumenta il reddito.

In realtà almeno sui redditi c’è da dire che gli esclusi sarebbero davvero pochissimi. In base a questa tabella su dati Istat che risale al 2011 (e nel frattempo il reddito lordo è sicuramente calato) ad avere diritto sarebbero il 95,5% dei neonati:
Classi di reddito 2011
In tre anni, infatti, i beneficiari potrebbero superare agevolmente il milione:

Nel 2013 la popolazione italiana si è arricchita di circa 509mila neonati come denunciano pericolosamente i dati raccolti dalla Salute sulla base dei certificati di nascita. E il fondo da 500 milioni è stato tarato proprio immaginando 960 euro(80 per 12 mesi) sui nuovi nati. Dal 2011 ad oggi si è avuto un calo di 15 mila fiocchi rosa e azzurri all’anno e le previsioni non sono buone. L’Italia si appresta a diventare un Paese di anziani. Se non si vuole andare verso il declino bisogna riempire le culle. Solo grazie alle nascite degli immigrati il bilancio non è stato più drammatico.

bonus 80 euro neomamme
L’infografica del Corriere della Sera sui nati italiani e stranieri in Italia nel 2013 (Corriere della Sera, 19 ottobre 2014)
E in Europa come funziona? Qualche giorno fa sulla Stampa Flavia Amabile riepilogava la legislazione degli altri paesi europei a riguardo, segnalando che ad esempio in Francia i genitori ricevono 130 euro al mese se hanno un bambino, 250 se ne hanno due e così via, anche se dal primo luglio dal primo luglio del 2015 una coppia con due bambini ed un reddito superiore ai 6mila euro netti al mese riceverà «solo» 65 euro al mese, chiaramente le coppie meno abbienti riceveranno di più. E gli altri paesi europei?
 

In Svezia le famiglie ricevono un sussidio di 251 euro mensili. In Germania il contributo per il primo e secondo figlio è di 184 euro.Èuna misura che dovrebbe contrastare la tendenza delle mamme tedesche a non fare figli: il loro tasso di natalità è fra i più bassi in Europa ma anche quello delle italiane se si andrà avanti così, non sarà molto diverso. In Austria lo stato versa per i primi tre anni 105,40 euro almese per figlio a carico per arrivare fino 152,70 euro al mese per ogni figlio fino ai 19 anni. In Belgio l’assegno versato alla famiglia va da un minimo di 90,28 euro almese e aumenta in modo notevole in funzione del numero di figli. In Belgio esiste anche il bonus, che viene definito «premio per la nascita», concesso a tutti i futuri nascituri. Per il primo figlio l’assegno è di 1.223,11 euro. Dal secondo in poi diminuisce a 920,25 euro. In Finlandia un sussidio è versato mensilmente per ogni figlio a carico fino all’età di 17 annima solo se vive in Finlandia. Per il 2014 la somma è di 104,19 euro per il primo figlio, 115,13 euro per il secondo figlio, e così via. Si ha diritto a 46,79 euro in più almese per ogni figlio se il genitore è da solo. Sussidi mensili anche in Svezia, Danimarca, Norvegia, Irlanda. In Olanda il sussidio viene versato ogni tre mesi ma la sostanza non cambia molto.

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