Economia

Il bonus da 80 euro alle neomamme

Il bonus da 80 euro alle neomamme è l’ultimo annunci di Matteo Renzi in televisione. Il Corriere della Sera ha spiegato oggi lo stanziamento della legge di Stabilità,indicato nell’articolo 13, è di 500 milioni all’anno a carico del ministero dell’Economia. Si parla di sostegno alle famiglie «anche attraverso misure di carattere fiscale». In questo caso si tratta di denaro che verrà riconosciuto ai nuclei, anche formati da un solo genitore, con reddito valutato secondo i parametri dell’Isee, lo strumento che serve a calcolare il reddito reale delle famiglie. Da Palazzo Chigi chiariscono che rientrano nell’assegno i redditi fino a 90 mila euro. Restano dubbi sulla copertura del bonus, soprattutto per gli anni successivi al primo. In tre anni, infatti, i beneficiari potrebbero superare agevolmente il milione:

Nel 2013 la popolazione italiana si è arricchita di circa 509mila neonati come denunciano pericolosamente i dati raccolti dalla Salute sulla base dei certificati di nascita. E il fondo da 500 milioni è stato tarato proprio immaginando 960 euro(80 per 12 mesi) sui nuovi nati. Dal 2011 ad oggi si è avuto un calo di 15 mila fiocchi rosa e azzurri all’anno e le previsioni non sono buone. L’Italia si appresta a diventare un Paese di anziani. Se non si vuole andare verso il declino bisogna riempirele culle. Solo grazie alle nascitedegli immigrati il bilancionon è stato più drammatico.

bonus 80 euro neomamme
 IL BONUS DA OTTANTA EURO ALLE NEOMAMME
Grazia Longo Sulla Stampa invece riepiloga con i conti quanto costerà il provvedimento:

La somma però è destinata inevitabilmente a lievitare:i 500 milioni del 2015 raddoppieranno nel secondo anno,poiché ai neonati i del 2015 si aggiungeranno quelli del 2016. E triplicheranno il terzo anno, salendo a 1,5 miliardi. In tutto, tre miliardi in tre anni, dunque. Che dal 2018 dovrebbero stabilizzarsi con un’uscita costante di 1,5 miliardi. La sovvenzione verrà garantita solo per chi non supera un reddito annuo lordo di 90mila euro. Ciò per evitare episodi paradossali, come si verificò con il governo Berlusconi, di bebè milionari come il figlio del calciatore Francesco Totti, dotato del bonus come gli altri.

Un provvedimento rivolto, a quanto pare, ai figli di tutti residenti anche se non sono cittadini italiani:

Il calcolo di circa 500 milioni all’anno per oltre 500 mila neonati si basa infatti sulla constatazione che l’82% delle nascite proviene da donne italiane, il restante 18% da donne straniere. Introdotto nel 2006 dal governo guidato da Silvio Berlusconi come contributo una tantum di 1.000 euro per i primogeniti,il bonus bebè è stato un’agevolazione valida fino ai i nati 2011, mentre per quelli del 2012 le cose sono cambiate. Da quel momento, infatti, secondo la riforma Fornero, una famiglia che ne fa richiesta può utilizzare il bonus da 300 euro al mese per un massimo di 6 mesi nell’arco degli 11 mesi successivi al congedo obbligatorio. Per le mamme iscritte alla gestione separata,ad esempio per le libere professioniste,il bonus vale solo per 3 mesi.

COME FUNZIONA IN EUROPA
Infine Flavia Amabile riepiloga la legislazione degli altri paesi europei a riguardo, segnalando che ad esempio in Francia i genitori ricevono 130 euro al mese se hanno un bambino, 250 se ne hanno due e così via, anche se dal primo luglio dal primo luglio del 2015 una coppia con due bambini ed un reddito superiore ai 6mila euro netti al mese riceverà «solo» 65 euro al mese, chiaramente le coppie meno abbienti riceveranno di più. E gli altri paesi europei?
 

In Svezia le famiglie ricevono un sussidio di 251 euro mensili. In Germania il contributo per il primo e secondo figlio è di 184 euro.Èuna misura che dovrebbe contrastare la tendenza delle mamme tedesche a non fare figli: il loro tasso di natalità è fra i più bassi in Europa ma anche quello delle italiane se si andrà avanti così, non sarà molto diverso. In Austria lo stato versa per i primi tre anni 105,40 euro almese per figlio a carico per arrivare fino 152,70 euro al mese per ogni figlio fino ai 19 anni. In Belgio l’assegno versato alla famiglia va da un minimo di 90,28 euro almese e aumenta in modo notevole in funzione del numero di figli. In Belgio esiste anche il bonus, che viene definito «premio per la nascita», concesso a tutti i futuri nascituri. Per il primo figlio l’assegno è di 1.223,11 euro. Dal secondo in poi diminuisce a 920,25 euro. In Finlandia un sussidio è versato mensilmente per ogni figlio a carico fino all’età di 17 annima solo se vive in Finlandia. Per il 2014 la somma è di 104,19 euro per il primo figlio, 115,13 euro per il secondo figlio, e così via. Si ha diritto a 46,79 euro in più almese per ogni figlio se il genitore è da solo. Sussidi mensili anche in Svezia, Danimarca, Norvegia, Irlanda. In Olanda il sussidio viene versato ogni tre mesi ma la sostanza non cambia molto.

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