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Il bombardamento del teatro di Mariupol "ha causato trecento morti"

neXt quotidiano|

Teatro di Mariupol

Il raid aereo russo dello scorso 16 marzo contro il teatro di Mariupol, all’esterno del quale erano state poste due scritte ben visibili anche dai caccia che riportavano come all’interno ci fossero nascosti diversi bambini, avrebbe fatto circa trecento vittime. Corpi che si troverebbero ancora sotto le macerie. Lo denuncia su Telegram il Consiglio comunale di Mariupol citando testimoni oculari che sarebbero sopravvissuti al bombardamento. “Volevamo credere che tutti si fossero salvati. Ma le testimonianze di coloro che erano all’interno dell’edificio durante questo attacco terroristico dicono il contrario”, si legge in una nota del consiglio comunale, che riporta anche come in città i russi avrebbero aperto una sede del partito Edinaya Rossiya (Russia Unita), nei locali del centro commerciale Metro, dove distribuirebbero materiali di propaganda e le carte sim dell’operatore mobile che funziona nel Donbass dal 2014.

Il bombardamento del teatro di Mariupol “ha causato trecento morti”

Mariupol è però allo stremo: secondo il responsabile dell’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani Matilda Bogner, in città ci sono diverse fosse comuni. Una di queste conterrebbe oltre duecento cadaveri. Tra le prove citate da Bogner in una conferenza stampa ci sono le immagini satellitari. Secondo l’Onu sono almeno 1.035 i civili uccisi in Ucraina dall’inizio del conflitto e 1.650 quelli rimasti feriti. Spesso i corpi delle persone uccise sono spesso lasciati ai bordi delle strade, perché è troppo pericoloso recuperarli. Nonostante tutte le evidenze, però, l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov ha dichiarato che “sarebbe opportuno sentire le due parti e non solo la propaganda ucraina”. “Ogni giorno – ha aggiunto – leggo la stampa italiana e vedo foto sulla cui provenienza ci sono dubbi”. Intanto le autorità ucraine sperano oggi in due ‘corridoi umanitari’, uno dei quali proprio a Mariupol, per far uscire i civili e per la consegna di aiuti umanitari. Secondo la vice premier Iryna Vereshchuk, citata dall’agenzia Unian, “sono stati concordati finora due corridoi umanitari”, uno tra Mariupol e Zaporizhzhia e un altro tra Melitopol la stessa Zaporizhzhia.