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Il giallo della Bielorussia che nega di essere scesa in guerra contro l'Ucraina al fianco della Russia

@Massimiliano Cassano|

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Anche l’esercito della Bielorussia è sceso in guerra al fianco della Russia nell’invasione dell’Ucraina: questa la tesi di fonti militari citate da Vitaliy Kyrylov, portavoce delle Forze ucraine di Difesa Territoriali del Nord, al confine tra i due Paesi. La denuncia è arrivata nella mattinata di oggi dal Parlamento di Kyiv, ma l’ingresso sul campo di un terzo attore – Lukashenko – è avvenuto intorno alla mezzanotte: forze operative speciali sarebbero saliti a bordo di aerei puntando come luoghi di atterraggio la Capitale e Zhytomyr, 150 chilometri più a Ovest. Immagini satellitari mostrano inoltre ulteriori ammassamenti di truppe al confine.

In risposta a queste notizie, rilanciate anche dalla testata The Kyiv Independent, il leader bielorusso ed alleato di Vladimir Putin Alexander Lukashenko ha dichiarato: “L’esercito della Bielorussia non prende parte all’azione militare e non lo ha mai fatto, possiamo dimostrarlo a tutti”. “La leadership russa non ha mai sollevato con noi la questione del nostro coinvolgimento nel conflitto armato – ha aggiunto –  e non intendiamo prendere parte a questa operazione speciale in futuro”.

Il giallo della Bielorussia che nega di essere scesa in guerra contro l’Ucraina al fianco della Russia

Il coinvolgimento di Minsk nel conflitto è però evidente: la Bielorussia ha offerto una sponda operativa all’esercito russo, permettendogli di attraversare il Paese per invadere l’Ucraina da Nord. Inoltre, Lukashenko si è detto pronto ad ospitare le testate nucleari del Cremlino nel caso in cui la stessa cosa avvenga in Polonia e Lituania con le armi della Nato. Uno scenario analizzato anche dal presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso di oggi al Senato: “Segnali preoccupanti arrivano dalla Bielorussia, i cui cittadini domenica hanno votato a favore di alcune rilevanti modifiche della Costituzione ed eliminato lo status di Paese denuclearizzato”. Anche per questo motivo la comunità internazionale ha iniziato ad accostare i due leader nei messaggi di condanna. “Putin e Lukashenko risponderanno della nostra indagine alla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra”, ha dichiarato la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, aprendo la plenaria a Bruxelles. Intanto, come segnalato da Franak Viačorka, oppositore in esilio del leader bielorusso, nel Paese sono in corso atti di sabotaggio contro le forze russe: “I bielorussi stanno operando per fare in modo che le forze e i mezzi russi non riescano a spostarsi in Bielorussia e hanno iniziato a ostacolare le operazioni dei convogli ferroviari che portano i carri armati e le auto russe in Bielorussia e quindi in Ucraina”.