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Bibbiano e il sistema che non c’è

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All’apertura dell’anno giudiziario, il procuratore di Bologna Ignazio De Francisci e il presidente vicario Roberto Aponte sono tornati a parlare di Bibbiano, come vorrebbe certa destra in compagnia di certi media, per certificare che non c’è nessun sistema:

Nelle relazioni della Procura generale e della Presidenza della Corte d’Appello di Bologna affiorano elementi che riguardano il futuro dell’inchiesta sull’attentato e l’analisi di quanto accaduto in Val d’Enza. Ieri mattina, all’apertura dell’anno giudiziario, il procuratore Ignazio De Francisci e il presidente vicario Roberto Aponte non hanno soltanto fornito le tradizionali statistiche, ma sono andati oltre.

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Nello specifico, il procuratore accusa politica e media:

La seconda questione è legata a Bibbiano e al caso degli affidi illeciti, da parte dei servizi sociali della Val d’Enza, su cui ha indagato la procura di Reggio Emilia. Sia De Francisci che Aponte hanno difeso il lavoro del Tribunale dei Minori di Bologna, evidenziando come di fatto non esista un sistema Bibbiano, ma soltanto delle responsabilità personali di alcuni indagati. «Si è trattato di casi circoscritti territorialmente», ha detto il procuratore. Aggiungendo come però «tutto ciò abbia diffuso l’idea che esista un generalizzato “sistema Bibbiano” complice una informazione non sempre misurata e a volte pressappochista».

Colpa di alcuni media e della polemica politica di alcuni partiti su cui, dice però De Francisci: «è meglio tacere». Per Aponte, a fronte degli attacchi contro i magistrati di via del Pratello, «è sicuramente necessario rafforzare i servizi di sostegno alla genitorialità, ma senza però adagiarsi nell’idea che la famiglia naturale sia sempre e comunque il luogo più sicuro e migliore in cui crescere». Da qui per dire che il presidente del tribunale per i minori, Giuseppe Spadaro, «può legittimamente rivendicare insieme a tutti i giudici il merito dei risultati di un’attività che colloca il suo ufficio tra i primi della nazione per carichi di lavoro e produttività».

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