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Bibbiano, la procura indaga su 70 casi di bambini affidati

hansel e gretel bibbiano 1

Il 28 giugno i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza sull’indagine che riguarda una presunta organizzazione che agiva per togliere i bambini a famiglie in difficoltà per affidarli ad altre giudicate più idonee nella Val d’Enza e a Bibbiano. Sono 29 le persone indagate per reati come violenza privata, maltrattamenti su minori, abuso d’ufficio. Ora l’indagine si estende su settanta casi di affido. L’elenco comprende tutti idossier trattati negli ultimi due anni dalla rete dei servizi sociali — con sei comuni, tra cui Bibbiano, sede del presidio più importante, quello della struttura «La Cura» — e approdati sui tavoli delle toghe minorili.

Bibbiano, la procura indaga su 70 casi di bambini affidati

A ordinare la verifica, racconta oggi il Corriere. è stato il presidente del Tribunale Giuseppe Spadaro che aveva da tempo informato la Procura di Reggio sui sospetti relativi alle tante denunce in Vald’Enza per maltrattamenti in famiglia, dove poi, senza riscontri, fioccavano le richieste di archiviazione.

Il meccanismo per togliere i bambini era però già avviato con il corollario — per l’accusa —delle relazioni false per screditare i genitori «inaffidabili», i condizionamenti degli psicoterapeuti sui minori e le modifiche ai disegni dei piccoli (uno mostra un uomo che accarezza una bimba, ma poi si è scoperto che erano state aggiunte delle lunghe braccia).

Già il primo fascicolo rivisto dallo staff di Spadaro contiene pesanti «anomalie e omissioni». In una dichiarazione di abbandono, dove i genitori naturali erano autori di violenze, il servizio non avrebbe comunicato al tribunale di avere individuato la nuova coppia affidataria. Contravvenendo alla sentenza che prevedeva invece un tassativo iter «concertato con i giudici».

claudio foti bibbiano val d'enza

Gli indagati intanto sono saliti a 29. Tre sono sindaci o ex sindaci: uno è quello di Bibbiano, Andrea Carletti. Sotto inchiesta per abuso d’ufficio ci sono anche gli altri due ex primi cittadini: anche loro pd, sono Paolo Colli (Montecchio) e Paolo Buran(Cavriago), ex presidente dell’Unione Val d’Enza.

La difesa di Claudio Foti della Onlus Hansel e Gretel

Intanto Claudio Foti rilascia oggi un’intervista alla Stampa dopo l’annullamento degli arresti domiciliari nei suoi confronti da parte del Tribunale del Riesame:

La sua tecnica è sott’accusa…
«È un ascolto empirico, benevolo e rispettoso. La paziente parlava di abusi, era stata proprio la madre a parlarmi di gravi sofferenze della figlia. Poi, si sono rimangiate tutto».

Perché?
«Le vittime possono essere spaventate, insicure. Possono essere indotte a fare dichiarazioni».

Ciò che contestano a lei…
«Ho dato ai giudici le videoregistrazioni di molte sedute, quelle non mentono. È possibile valutare il tono, il tipo di interazione».

claudio foti hansel e gretel bibbiano val d'enza

Qualcuno dice che i suoi collaboratori abbiano tutti storie di abusi subìti…
«Falso. Tutti i terapeuti devono analizzare la propria vita e scoprire le pagine sofferte e conflittuali della propria storia. Devono fare in modo che quell’area sia consapevole e non inconscia. Poi, trasformano questa sofferenza in sensibilità per altri. Devono trasformare la fragilità in risorsa per l’empatia».

Cambierebbe qualcosa nel suo metodo di lavoro?
«Non esiste un “metodo Foti”, ma un metodo praticato da un’area vastissima di psicoterapeuti, con ascolto emotivo e interesse per i sentimenti».

L’elettrochoc?
«Ma non scherziamo. È la tecnica Emdr per il recupero dei ricordi traumatici. I traumi non si dimenticano, quella tecnica aiuta a portare i ricordi alla coscienza. È validata scientificamente e praticata diffusamente».

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