Economia

Bernd Lucke: quello che voleva la Germania fuori dall'euro ha cambiato idea

Bernd Lucke era uno dei leader di Alternative for Deutschland, il movimento che chiedeva l’uscita della Germania dall’euro. Una decina di giorni fa, racconta oggi Tonia Mastrobuoni sulla Stampa, ha lasciato il partito che aveva fondato, che nel 2014 aveva portato sette deputati a Strasburgo, e dice di aver cambiato idea sulla Germania e sulla moneta unica, come ha raccontato in un’intervista ad Handelsblatt:

Dopo aver abbandonato dieci giorni fa il suo partito ormai infestato di neonazisti, anti islamisti simpatizzanti di Pegida, ex cristiano democratici, liberali e industriali trombati nonché personaggi borderline, Lucke ha regalato al suo pubblico un’inversione a U da capogiro. Nell’intervista spiega che «se la Germania uscisse dall’euro, rischieremmo una crisi bancaria. Il nuovo marco si apprezzerebbe contro l’euro, con conseguenze sul resto dell’Eurozona perché tutti prenderebbero i soldi dalle banche per cambiarle in marchi, magari attraverso dei prestanome». In sostanza, tutti scapperebbero in Germania a depositare i loro soldi facendo fallire il resto del continente. Lucke si aspetta una rivalutazione del 30% del nuovo marco e dunque «un collasso del sistema finanziari». Quindi, conclude l’ideologo pentito degli anti-euro tedeschi,«è da irresponsabili chiedere un’uscita dall’euro senza sapere come si fa».


Il suo nuovo partito si chiama Alfa:

A quelli del suo vecchio partito che continuano a predicare l’abbandono della moneta unica, Lucke rimprovera una «mancanza di competenza scientifica». Chissà dov’era finita la sua, per 24 mesi. Ancora in primavera, per le elezioni ad Amburgo, l’economista si era ancora detto convinto della necessità che ogni Paese torni alla propria valuta nazionale. E anche nello statuto del nuovo movimento, spiega Lucke senza fare un plissè, c’è ancora l’opzione «Dexit». Ma come «ultima spiaggia».
Da stropicciarsi gli occhi: dopo aver riunito in un «partito-blob» liberali, estrema destra ed estrema sinistra all’insegna di una aggressiva e convinta politica contraria alla moneta unica,dopo essersi accorto che il partito si stava spostando sempre più a destra inglobando anche gli anti islamisti di Pegida, Lucke ha lasciato l’Afd il 10 luglio sostenendo che era diventato un partito troppo xenofobo. I suoi capi attuali, Frauke Petry e il leader del partito in Nordreno-Westfalia, Markus Pretzel, continuano ad avere tra gli obiettivi l’uscita della Germania dall’euro. Ma la coerenza, si sa, è la virtù degli sciocchi.