Opinioni

Beppe Grillo e il sabotaggio dei rifiuti a Roma

«A Roma abbiamo trovato una stratificazione di merda galattica di tutte le qualità. Ma la Raggi e gli assessori sono determinati, e ce la faremo. Ora il centro è pulito, abbiamo trovato anche 24 milioni di euro per aggiustare gli autobus rotti, e ci siamo accorti che sabotavano anche il riciclo dei rifiuti». Parole & musica di Beppe Grillo durante il comizio a Giulianova insieme ad Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. A parte l’imprecisione sui milioni per gli autobus rotti (sono 18 e non 24, e soprattutto per ATAC costituiranno un prestito da restituire al Comune, anche se potrebbero non bastare a evitare l’emergenza), di cosa parla Grillo quando parla di sabotaggio? In primo luogo bisogna ricordare che il sabotaggio è un reato e chi urla al sabotaggio dovrebbe presentarsi davanti al magistrato per circostanziare le accuse. Ma visto che neanche i dossier di Paola Muraro sono finiti ancora all’attenzione dei giudici nonostante i tanti inviti a presentarsi davanti ai magistrati, non c’è da stupirsi per qualche parola in libertà durante un comizio. D’altro canto nessuno del MoVimento 5 Stelle a Roma ha mai parlato di sabotaggio a proposito dell’AMA e del ciclo dei rifiuti nella Capitale da dopo le elezioni (mentre in campagna elettorale qualcosa si è detto).
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In ogni caso sembra che Grillo si riferisca al “famoso” blitz dell’assessora all’Ambiente in AMA e a Rocca Cencia e al seguente post sul blog in cui si raccontava un falsissimo golpe dei rifiuti a Roma. All’epoca Fortini spiegò perché l’AMA non poteva utilizzare il tritovagliatore di Rocca Cencia: perché non c’era alcun contratto sottoscritto per l’utilizzo delle macchine (il patto segreto dell’immondizia non lo prevedeva) e perché c’era un’indagine su quell’impianto:

«Perché il primo blitz viene fatto a Rocca Cencia e non al Salario? Perché il sindaco e Muraro vanno a Rocca Cencia con la Muraro che dice ‘non c’entro niente, qui ho sempre denunciato che le cose non vanno’? A Rocca Cencia c’è un inchiesta che potrebbe riguardarla, al Salario no». Fortini sottolinea che è l’impianto Tmb del Salario «quello dove abbiamo la crisi più acuta nei rapporti con i cittadini»e dove, secondo il presidente di AMA, «la risposta non può che essere il suo smantellamento perché il sindaco e Muraro non sono andate lì” e invece sono andate “a Rocca Cencia, con la Muraro che dice ‘non c’entro niente, qui ho sempre denunciato che le cose non vanno’ facendolo in diretta streaming e proteggendosi con il sindaco per dirlo a tutti?». E se non fosse abbastanza chiaro, alla giornalista che gli chiede se intende dire che l’attuale assessore capitolino all’Ambiente Paola Muraro lo caccia per fare gli interessi di Cerroni, lui risponde: «Muraro nella diretta streaming durante il blitz in azienda, mi ha chiesto di usare il tritovagliatore di Cerroni, di portare i rifiuti a un impianto abusivo, indagato, per cui vi è una inchiesta che ha per oggetto truffa ai danni di Ama. Io dico che se si vuole andare in quell’impianto perché lo si ritiene indispensabile (cosa che non è) un’arma c’è: la legge. Può essere requisito in uso dal sindaco: lo togliamo a Cerroni e lo usiamo nell’interesse di Roma. La legge è la 116 del 2014. Portare rifiuti a quell’impianto, senza gara, senza ordinanza, senza un atto legale non è possibile e io non lo farò». Per il presidente dell’Ama «è evidente che ci sono più conflitti di interesse della dottoressa Muraro. E’ evidente che c’è un interesse a togliere di mezzo da Ama quelle persone che in questi anni hanno fatto da ostacolo e impedimento alle pratiche illegali. Io credo che questo disegno non debba essere portato a compimento, auguro all’amministrazione di trovare la forza per correggersi».

Insomma, nessun sabotaggio a parte quelli “denunciati” su Twitter. In attesa di qualcuno che si presenti, finalmente, davanti alla magistratura. Giusto per togliere l’impressione di stare facendo ancora campagna elettorale.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano