Opinioni

Beppe Grillo contro Roberto Fico (e la libertà di parola)

Beppe Grillo ha pubblicato poco fa un post piuttosto criptico sul suo blog che finisce però ricordando che le uscite non concordate dei parlamentari possono costare sospensioni ed espulsioni: una minaccia bella e buona che viene effettuata in perfetto anonimato, ovvero senza spiegare a chi si riferisce:

I portavoce eletti del MoVimento 5 Stelle hanno un compito ben definito: dedicarsi al compimento del programma votato da 9 milioni di italiani alle politiche del 2013.
Il programma per le prossime elezioni, come nel 2013, non sarà definito dai parlamentari (che pure hanno il compito di proporre dei punti da mettere in votazione), ma dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle come sta avvenendo in queste settimane per il programma energia in votazione su Rousseau. Chi non sarà d’accordo con il programma definito dagli iscritti, potrà perseguire (se riuscirà a essere rieletto) il suo programma in un’altra forza politica. Sono gli iscritti a dettare la linea politica del MoVimento, i portavoce devono semplicemente attuarla. Il MoVimento 5 Stelle non è di destra né di sinistra, non è né un po’ più di destra né un po’ più di sinistra, non c’entriamo nulla con queste categorie ideologiche. Quando parliamo di reddito di cittadinanza dicono che siamo di sinistra, anche se loro sono quelli del jobs act e dell’abolizione dell’articolo 18. Quando parliamo di sostegno alla piccola e media impresa dicono che siamo di destra, anche se sono loro quelli che le hanno affossate. Quando invece parliamo di taglio degli stipendi, allora siamo populisti. Questo è il motivo per cui non faremo mai alleanze con i partiti che hanno devastato l’Italia negli ultimi decenni.
I responsabili della comunicazione del MoVimento 5 Stelle sono Ilaria Loquenzi, Rocco Casalino e Cristina Belotti, rispettivamente alla Camera, al Senato e in Parlamento Europeo, che si coordinano con Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Tutte le uscite comunicative dei portavoce (partecipazioni a eventi, interviste alla tv, interviste ai giornali, post sui social network riguardanti l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e simili) devono essere concordate assieme a loro. Altrimenti si rischia di cadere nelle trappole giornalistiche o di danneggiare l’immagine del MoVimento 5 Stelle con uscite goffe e maldestre. Chi danneggia l’immagine del MoVimento 5 Stelle può incorrere nelle sanzioni definite dal Regolamento: richiami e sospensioni. Non si fanno sconti a nessuno.

beppe grillo roberto fico
A chi si sta riferendo Beppe Grillo? Tutti gli indizi portano alle parole di Roberto Fico riportate oggi da Annalisa Cuzzocrea su Repubblica: Fico ha oggi sostenuto ad esempio che le convergenze sui temi di un prossimo, possibile, governo targato M5S potrebbero essere anche con SEL ma di certo non con Salvini:

«Mettiamo che si vada a elezioni con un sistema proporzionale e che noi arriviamo primi — spiega Fico — per come la vedo io, avremo l’incarico di governo, ma non scambieremo né poltrone né sottosegretariati. Presentiamo il programma e si va su quello, giorno per giorno, tema per tema». Il presidente della Vigilanza Rai ha in mente un «governo di maggioranza relativa». Nessuna alleanza precostituita. Quanto a eventuali convergenze sui temi: «Quella con la Lega non è la più probabile. E se volesse votarceli Sel?».

Ma soprattutto Fico ha detto qualcosa a proposito della linea politica del M5S e del fatto che sarà basata sugli atti parlamentari e sul gruppo di lavoro di onorevoli e senatori:

Sull’immigrazione non serve chiusura, ma un’apertura intelligente. E la nostra linea non la tovate né sul blog né in mozioni estemporanee: verrà fuori dal gruppo di lavoro incaricato del programma e sarà basata sui nostri atti parlamentari, molto diversi da quelli della Lega».

La risposta di Beppe sembra proprio essere diretta a Fico: «Il programma per le prossime elezioni, come nel 2013, non sarà definito dai parlamentari (che pure hanno il compito di proporre dei punti da mettere in votazione), ma dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle come sta avvenendo in queste settimane per il programma energia in votazione su Rousseau. Chi non sarà d’accordo con il programma definito dagli iscritti, potrà perseguire (se riuscirà a essere rieletto) il suo programma in un’altra forza politica. Sono gli iscritti a dettare la linea politica del MoVimento». Chissà se al presidente della commissione di vigilanza RAI fischieranno le orecchie. Intanto l’Adnkronos spiega che Grillo e Casaleggio stanno parlando della possibilità di uno stop al secondo mandato per chi critica. Si ragionava in queste settimane su una sanzione per la senatrice Elisa Bulgarelli, ‘rea’ di aver criticato a muso duro su Fb l’associazione Rousseau. Se la ‘bacchettata’ non è ancora arrivata è soltanto per i cavilli legali, che ormai, dopo i tanti ricorsi degli espulsi 5 Stelle nei tribunali italiani, rendono più complicato seguire la stra delle sospensioni e delle espulsioni. Ma Grillo non ne può più di uno ‘stillicidio’ di sfoghi sui social network o via stampa. Tra le ultime stoccate, quelle di Federico D’Incà, che ieri si augurava apertamente un ritorno del sindaco Pizzarotti nelle file del Movimento. E la misura è colma a tal punto, spiegano fonti autorevoli all’Adnkronos, che si sta ragionando sull’ipotesi di escludere dal secondo mandato in Parlamento chi riceverà sanzioni.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano