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Caro Grillo, cosa c’entra la vita privata della ragazza che accusa Ciro con lo stupro?

Il comico genovese chiede una perizia sullo stile di vita della giovane che accusa sui figlio Ciro e i suoi amici di stupro di gruppo. Lecito difendersi, ma perché tentare sempre di colpevolizzare la vittima?

Beppe Grillo

Difendersi è lecito, ma non colpevolizzando e gettando fango sulla vittima. Beppe Grillo, dopo lo scandaloso video pubblicato su Facebook la scorsa settimana per difendere il figlio dai processi mediatici (in realtà avviati da lui proprio con quel filmato social) prosegue la sua offensiva. E lo fa cercando di mettere in cattiva luce la giovane che accusa suo figlio Ciro e i suoi amici di stupro di gruppo. Per farlo, ha deciso di dare mandato di “investigazione” a Marco Salvi, noto esperto già famoso per essersi occupato di alcuni dei casi più eclatanti di cronaca italiana.

Beppe Grillo e la perizia sullo stile di vita della giovane che accusa il figlio

L’outsider Salvi, infatti, si è occupato di Donato Bilancia – condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi compiuti tra il 1997 e il 1998 – e dell’omicidio di Carlo Giuliani, morto durante gli scontri del G8 di Genova nel 2001. A lui Beppe Grillo – come riporta il quotidiano La Repubblica – ha dato mandato di analizzare video e foto di quella notte tra il 15 e il 16 luglio del 2019 e di quelle ore trascorse dalla giovane nell’abitazione del comico genovese e garante del Movimento 5 Stelle insieme a Ciro Grillo e ai suoi tre amici. La ragazza, 19 anni all’epoca dei fatti, ha raccontato di aver subito violenza sessuale da tutti i giovani.

L’obiettivo di questa perizia è dimostrare la tesi difensiva tenuta dai ragazzi, fin dai primi interrogatori avvenuti nell’estate del 2019. La versione dell’accusa è molto diversa da quella della difesa: la giovane ha raccontata di esser stata violentata sessualmente da tutti i ragazzi presenti in quella casa. E se Ciro Grillo non ha voluto rilasciare commenti, gli altri accusati hanno deciso di rompere questa cortina di fumo.

Il primo a parlare è stato Vittorio Lauria che ha rilasciato una dichiarazione a Non è L’Arena in cui ha dato la sua versione dei fatti: la giovane ha bevuto vodka a mo’ di sfida e poi ha avuto rapporti sessuali consenzienti con tutti. Oggi, il Fatto Quotidiano ha riportato la testimonianza di Francesco Corsaglia, uno dei tre amici di Ciro Grillo accusati: “Ho avuto un rapporto consenziente con S.J., eravamo solo io e lei, poi mi sono addormentato. Di ciò che è successo dopo io non so niente”. La difesa, dunque, è completamente spaccata. I racconti di due dei tre accusati hanno fornito una ricostruzione differente. Forse la caccia alla colpevolizzazione della vittima dovrebbe essere placata davanti a queste evidenze.