Opinioni

Beppe Grillo e il falso patrocinio del Comune allo spettacolo di Torino

L’organizzazione dello spettacolo di Beppe Grillo a Torino ha usato il patrocinio del Comune senza autorizzazione per stampare i manifesti che pubblicizzavano la prima data nazionale del suo nuovo show “Grillo vs Grillo”, andato in scena venerdì sera all’Auditorium del Lingotto e finito travolto dalle polemiche per la scenetta sull’eucaristia con i grilli secchi. La circostanza è emersa oggi pomeriggio in Consiglio comunale a Torino. Così l’organizzazione del tour del comico genovese, l’associazione Radar, ha potuto ottenere uno sconto del 50 per cento sulla tassa per l’affissione del manifesti.
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A sollevare il punto è stata Fratelli d’Italia: “Una furbata illecita per risparmiare abusivamente sui costi di affissione? Se davvero Beppe Grillo si è appropriato abusivamente del patrocinio del Comune di Torino per risparmiare a spese dei cittadini torinesi sulla sponsorizzazione del suo show ci troviamo davanti a un fatto di una gravità politica inaudita, oltre che un illecito”, ha affermato il consigliere comunale Maurizio Marrone (Fdi). “E questi – rimarca Marrone – sarebbero i paladini della legalità che pretendono di governare Torino? La candidata sindaco Chiara Appendino, i parlamentari e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – aggiunge – hanno partecipato in prima fila, prestandosi alla vergognosa e offensiva caricatura della Comunione cristiana a base di grilli essiccati sostituiti alle ostie consacrate”. L’assessore Giuliana Tedesco ha spiegato che farà accertamenti con l’associazione Radar, organizzatrice dell’evento, sull’uso non autorizzato del simbolo della Città sui manifesti dello spettacolo del comico genovese e valuterà quali provvedimenti adottare. Fra i molti interventi, quello del pentastellato Vittorio Bertola. “Se c’è stato abuso del patrocinio – ha detto – venga perseguito. Ma è chiaro che non si tratta dell’artista o del suo entourage ma del promotore locale Radar, il cui patron è stato candidato alle ultime elezioni comunali nelle liste di Sel”. Bertola ha poi difeso lo show di Grillo: “Non c’era intenzione di offendere i credenti – ha rimarcato – si trattava di satira sullo stesso Movimento 5 stelle e su Grillo. Fa specie vedere che chi fino a poco tempo fa gridava ‘Je suis Charlie’, oggi rinneghi il diritto di satira”.