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Così Bartolomeo Pepe spende i soldi dei cittadini per fare disinformazione

bartolomeo pepe senatore

Ieri Presa Diretta nel servizio “Ciao maschio” ha affrontato il tema dell’infertilità maschile; una questione che non viene molto affrontata ma che è di fondamentale importanza per capire alcuni dei motivi per cui la nostra società fa sempre meno figli. Certo non si tratta dell’unico fattore che determina il basso tasso di natalità del mondo occidentale contemporaneo ma è l’aspetto forse più preoccupante, e non solo per i maschi ma per tutte le coppie che pur volendoli non riescono ad avere figli. Tra i maggiori sospettati di questo squilibrio ormonale ci sono gli interferenti endocrini sostanze chimiche con caratteristiche persistenti, bioaccumulabili e tossiche, alcune delle quali sono classificate come cancerogene di livello 2b che inoltre alterano il normale funzionamento del sistema endocrino e interferiscono con la regolazione della produzione di ormoni e il normale funzionamento del sistema ormonale.
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Cosa sono gli interferenti endocrini e cosa fanno?

Il problema degli interferenti endocrini è che sono dovunque, ad esempio gli ftalati (additivi chimici derivati dal petrolio che servono per rendere la plastica morbida e flessibile) e i parabeni che vengono utilizzati nell’industria cosmetica. Anche se queste sostanze vengono espulse dall’organismo nel giro di 24 ore il livello di assunzione è talmente alto che è possibile che dei residui rimangano all’interno dell’organismo. Al momento ci sono prove che l’esposizione a queste sostanze di animali in gravidanza provoca un aumento della sterilità della prole. In poche parole, c’è qualcosa che non va negli individui di sesso maschile e questo – in base soprattutto a ricerche scientifiche condotte sui topi e animali – sembra essere dovuto all’azione di alcune molecole che funzionano come anti-androgeni ovvero che ostacolano la funzione e l’espressione degli ormoni maschili. Ed è a questo punto che entra in gioco Bartolomeo Pepe, il senatore eletto con il MoVimento 5 Stelle e che dopo la sua cacciata dal M5S è approdato a GAL (Grandi Autonomie e Libertà).
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Bartolomeo Pepe ha scoperto “il vero obiettivo” dell’inquinamento, modificare il DNA

Pepe ha condiviso su Facebook un post pubblicato da Lancet Jo, che altri non è che uno dei due assistenti parlamentari del senatore. Il post fa riferimento ad un articolo pubblicato dal senatore nel 2014 su sito terra-libera.org – che è il sito ufficiale di Pepe come si evince dalla scheda del Senato – nel quale, mescolando ricerche fatte su Wikipedia e quelle condotte da Julianne Imperato-McGinley negli anni Settanta sui ragazzi Guevedoce parlava dell’allarme sugli interferenti endocrini. Non certo una scoperta di Pepe perché gli interferenti endocrini, come abbiamo visto, si chiamano così proprio a causa del fatto che interferiscono con il sistema endocrino. Ma per Pepe, che solitamente è impegnato a combattere battaglie contro le scie chimiche e i vaccini deve essere sembrata una grande vittoria, tanto più che che qualche settimana fa Pepe è tornato a lanciare l’allarme durante un’interrogazione al Senato rivolta al Ministro della Salute.
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Alcuni potrebbero tirare un sospiro di sollievo e pensare che finalmente Bartolomeo Pepe ne ha detta una giusta, i più critici invece diranno magari che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. La verità però è un’altra perché sempre ieri Pepe ci spiegava che il vero obiettivo dell’inquinamento (e quindi anche di quello causato da ftalati e interferenti endocrini), dei metalli nei vaccini e dell’irrorazione dal cielo di alluminio (ovvero le scie chimiche) abbinato a campi elettromagnetici è quello di modificare scientemente il DNA umano. In realtà Ernesto Burgio, l’esperto intervistato nel video condiviso da Pepe, non dice che l’obiettivo dell’inquinamento è quello di modificare il DNA umano e nemmeno parla di scie chimiche ma che gli effetti dell’esposizione materno-fetale e dei bambini alle sostanze inquinanti causano una serie di problematiche legate alla salute umana che coinvolge anche il DNA.
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Questa discrepanza non è un problema per Pepe che da un lato combatte la disinformazione (e la geoingegneria clandestina) dall’altro si rende protagonista di operazioni di disinformazione clamorose. Del resto il suo assistente parlamentare – pagato con i soldi dei cittadini – sempre ieri ci spiegava che le scie chimiche, i microonde e le lampadine sono tutte tecnologie in grado di spiarci. Non solo le scie chimiche rendono i maschi sterili, contribuiscono alla diffusione dell’autismo (assieme ai vaccini ovviamente) ma anche costituiscono uno dei sistemi per tenerci sotto controllo. Ed in fondo, per un complottista come Pepe cosa c’è di meglio che scoprire che le istituzioni tengono sotto controllo la crescita della popolazione (e magari pure orientano le preferenze sessuali degli individui) “grazie all’inquinamento”?
bartolomeo pepe giuseppe lanzetta interferenti endocrini
Ed è questo il problema del complottismo: ricondurre tutto ad un grande disegno malvagio lasciando intendere che sgominando il complotto delle scie chimiche si potranno risolvere tutti i mali della terra. Ed è solo per puro caso e per disattenzione che Bartolomeo Pepe e i suoi assistenti parlamentari hanno evitato di parlare della contaminazione da PFAS in Veneto? Eppure il PFAS è proprio uno degli interferenti endocrini utilizzati dall’industria chimica per impermeabilizzare gli indumenti e uno degli inquinanti oggetto dell’inchiesta di Presa Diretta.