Economia

Banca Etruria commissariata

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Era balzata agli onori della cronaca in questi giorni per il decreto sulle banche popolari e la presenza del padre di Maria Elena Boschi nel consiglio di amministrazione e nell board con il ruolo di vicepresidente. Oggi la Banca popolare dell’Etruria è stata commissariata da Bankitalia, ma per motivi che a prima vista non c’entrano con il decreto. Via Nazionale aveva chiesto all’istituto popolare che ha sede ad Arezzo di trovare un partner per un’aggregazione. Nell’ottobre 2014, soprattutto, erano arrivate le sanzioni di Bankitalia per rilievi segnalati dalla Vigilanza: “violazioni delle disposizioni sulla governance”, “carenze nell’organizzazione e nei controlli interni”, “carenze nella gestione e nel controllo del credito”, “violazioni in materia di trasparenza” nonché “omesse e inesatte segnalazioni all’Organismo di Vigilanza”. La multa ammontava a ben 2,54 milioni di euro.

Colpito pesantemente l’ex presidente Giuseppe Fornasari (180.000 euro), con 156.000 euro cadauno il consigliere (e attuale presidente) Lorenzo Rosi e gli ex consiglieri Giovanni Inghirami, Enrico Fazzini, Giampaolo Crenca, Natalino Guerrini, Alberto Bonaiti, Luciano Nataloni. Sanzioni minori di 144.000 euro ciascuno per il consigliere in carica Andrea Orlandi, e gli ex Giovan Battista Cirianni, Luigi Bonolla, ma anche per l’attuale vicepresidente Pier Luigi Boschi, papà di Maria Elena, attuale ministro per le riforme, mentre l’ex consigliere Alfredo Berni è stato sanzionato per 120.000 euro.
Il più multato è, ovviamente, l’ex direttore generale Luca Bronchi (202.500 euro), per anni “dominus” di tutte le scelte gestionali della banca. Pesante anche la sanzione per Massimo Tezzon (84.000 euro), già direttore generale di Consob e attualmente presidente del collegio sindacale, mentre di 72.000 euro ciascuno è la multa irrogata ai sindaci in carica Carlo Polci, Gianfranco Neri, Paolo Cerini e all’ex loro collega Franco Arrigucci.

Ovviamente il caso non mancherà di generare ulteriori polemiche politiche: «Apprendiamo in questi minuti la notizia secondo la quale Banca d’Italia starebbe commissariando la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. Una situazione davvero inquietante, uno scandalo che si sta delineando sempre più oscuro e inaccettabile. Chiedo formalmente che il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, venga al più presto in Parlamento per riferire su quanto sta avvenendo in queste settimane, anche in seguito all’approvazione da parte del governo del decreto legge sulle banche popolari», chiede infatti Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. I commissari nominati sono Riccardo Sora e Antonio Pironti. Sotto il faro della Vigilanza ci sarebbe il patrimonio della banca. I crediti dubbi della banca ammontano al 26,8% del totale. Il commissariamento di Banca Etruria dimostra che non esistono “privilegi” per nessuno, scrive su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi: «Il Governo su proposta di Banca d’Italia ha commissariato Banca Etruria. Smetteranno di dire che ci sono privilegi? Dura lex, sed lex».
Edit: “Gravi perdite del patrimonio”. Questa è la motivazione del commissariamento disposto dal Tesoro su proposta Bankitalia.