Politica

Il leghista Bagnai crede che smascherare le fake news sia "becera propaganda politica"

@Massimiliano Cassano|

alberto bagnai lega fake news

“L’istruzione pubblica, pagata coi soldi di tutti, che fa becera propaganda a favore di una fazione politica”. Con queste parole, il senatore della Lega Alberto Bagnai si era schierato con un Tweet contro una pagina di quello che sembra essere un libro di educazione civica per le scuole medie o elementari, vista la semplicità del linguaggio e i colori utilizzati nei riquadri.

Cosa c’era scritto di tanto scandaloso e fazioso per far sobbalzare il parlamentare? Qualche elogio al Partito democratico oppure al Movimento 5 stelle? Una presa di posizione forte su un tema divisivo? Nulla di tutto ciò. Si parlava di informazione, e della necessità per i giornalisti di controllare attentamente le fonti per evitare di diffondere notizie false.

“Prima ancora di governi ed editori – si legge nel libro di testo – sono state le organizzazioni indipendenti di giornalisti, o anche singoli professionisti, a porsi il problema di come contrastare la diffusione incontrollata di notizie false sui mezzi di comunicazione digitali. È così nata la figura del fact-checker o debunker, la cui missione non è semplicemente smascherare una notizia “sospetta” ma, soprattutto, diffondere presso il pubblico la cultura della verifica, per combattere il consumo acritico di informazione”. Tutto abbastanza condivisibile, a meno che non si vogliano difendere le fake news, cosa che siamo certi Bagnai non voglia.

Forse il problema è più avanti, quando il testo fa riferimento ad alcuni esempi di portali di factchecking come bufale.net o butac (Bufale Un Tanto Al Chilo), o al giornalista David Puente. Tutti professionisti che potrebbero essere invisi al senatore, ma che hanno passato una intera carriera a smascherare i complotti più assurdi che circolano in rete, a volte foraggiati da alcuni politici. Se Bagnai ha problemi verso queste figure, dovrebbe chiedersi se l’origine non sia nel suo partito, che basa un’ampia fetta dei suoi consensi su situazioni estremizzate e previsioni catastrofiste, invece di prendersela con chi queste cattive abitudini le combatte quotidianamente.