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Avevamo bisogno di Enrico Montesano che fa le pulci al green pass dei rifugiati ucraini?

@neXt quotidiano|

Enrico Montesano

La propaganda (non richiesta) forgiata su fatti di strettissima attualità. Perché anche parlando del conflitto in Ucraina e la fuga di molti cittadini dalla guerra, Enrico Montesano riesce nell’impresa (tipica dei politici) di portare avanti le sue idee sulla pandemia. Nello specifico contro il Green Pass, la certificazione verde in possesso di tutti quei cittadini che si sono vaccinati contro il Covid.

Enrico Montesano post green pass ucraini

Enrico Montesano fa le pulci al green pass dei rifugiati ucraini

Un post che è la sintesi perfetta della retorica anti-vaccinista di chi, fin dall’inizio della pandemia, ha preso posizioni controverse: dalla negazione stessa dell’esistenza del virus che, poi, si è trasformata in una battaglia contro la mascherina e – a cascata – contro ogni decisione del governo (anzi, dei governi) per contenere la curva epidemiologica:

“Questo caso bellico Ucraina-Russia estremamente complesso, intricato e difficilmente leggibile mi lascia interdetto; troppi punti di vista contrastanti. Una sola cosa mi sento di affermare, quando si vuole far smettere due contendenti non bisogna aiutare, tifare o incitare i duellanti. Bisogna mettersi in mezzo e separarli.
Un’altra cortesia chiedo al governo, sia una concessione, perché ormai di diritti non se parla proprio: se una disposizione, discutibile e vessatoria, vale per i cittadini italiani, deve valere per tutti! I rifugiati verranno accolti, come è giusto che sia, ‘hanno bisogno solo di un abbraccio’ e a loro non verrà richiesto green pass.
E questo mi sembra meno giusto. Anche gli italiani ‘hanno bisogno solo di un abbracci’ e niente richiesta di green pass per poter tornare al lavoro e non essere sostituiti; sarebbe una beffa che non avvantaggerebbe di certo i lavoratori italiani e neanche i rifugiati”.

Il tema della “sostituzione” è figlio di quella bufala che corre libera sui social da giorni e che abbiamo già smentito nei giorni scorsi, quando il Presidente del Veneto Luca Zaia era finito nel mirino di “mattonisti” e “no vax” che avevano esasperato le sue parole togliendole dal contesto e dando loro una forma del tutto contraria alla realtà. E in questa impresa – per l’ennesima volta – è riuscito Enrico Montesano: ottenere consensi (a che pro?) con la solita propaganda da Pomata.

(Foto IPP/Paolo Gargini)