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Autovelox, in città, la Cassazione: multe non valide

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AUTOVELOX MAPPA MULTE

La Cassazione sancisce che gli autovelox possono stare in città solo in strade urbane a scorrimento e manda al macero migliaia di multe. Il provvedimento riguarda un’arteria di Firenze ma il principio vale ovunque. Racconta oggi il Messaggero:

Gli Ermellini dichiarano illegittimi i provvedimenti prefettizi che hanno autorizzato l’installazione di apparecchi a funzionamento automatico, con contestazione differita, anche su strade che non abbiano le caratteristiche indispensabili per essere definite a scorrimento. Condizione necessaria sono i semafori, per tutte le “intersezioni”, e le “banchine”. E se, come nel caso oggetto del pronunciamento relativo a una sanzione elevata nel comune di Firenze, tale area è troppo piccola e non consente manovre con un veicolo, in giudizio la classificazione della strada come a«scorrimento» può essere contestata e, in caso di accoglimento, la sanzione annullata per illegittimità, appunto, del provvedimento prefettizio.

La Suprema Corte chiarisce inoltre che, affinché si possa installare un autovelox fisso,tutte le intersezioni con la strada principale devono essere semaforizzate, e cioè «qualsiasi incrocio, confluenza o attraversamento tra due o più strade» quindi «non soltanto l’attraversamento» – come, invece, aveva ritenuto il Tribunale di Firenze nell’impugnata pronuncia – ma anche l’intersezione a “T” o ad “Y” e la semplice confluenza costituiscono «intersezioni».

autovelox in città

È una legge del 2002 a disciplinare i controlli di velocità da “remoto”, sempre possibili sulle strade “extraurbane principali” ma non sulle strade “urbane ordinarie”, mentre per quelle “extraurbane ordinarie” e per quelle “urbane di scorrimento” occorre l’autorizzazione del prefetto. L’autorità di governo può, dunque, autorizzare gli autovelox sulla base di alcuni elementi quali: la pericolosità, il traffico o la difficoltà di fermare il veicolo. E in qualche caso i prefetti sono stati di manica larga.

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