Economia

Auto storiche, l'addio all'esenzione del bollo

L’A.S.I. (Associazione delle auto storiche italiane) punta il dito contro l’addio all’esenzione del bollo per le vetture di particolare interesse storico. L’associazione spiega che nei 13 anni dall’entrata in vigore del provvedimento di esonero è costituito (al 31 dicembre 2013), da 501.000 veicoli, di cui nel frattempo sono stati rottamati o ulteriormente esentati il 25% delle macchine; ne consegue che ad oggi le vetture oggetto del provvedimento sono 375mila. L’importo corrispondente alle tasse non percepite dall’erario, per tale esenzione o riduzione, è pari a circa € 56.250.000 (375.000×150,00). Il tributo medio non percepito è stato ritenuto equo calcolarlo in 150,00 € annui poiché la potenza media dei veicoli esentati non supera i 70 CV. Ma se tale provvedimento abrogativo dovesse divenire definitivo, l’erario non percepirebbe tale somma, poiché pochi dei 375.000 veicoli beneficianti di tale esenzione-riduzione, resterebbe invita o in circolazione in Italia, con conseguente forte riduzione del gettito fiscale previsto. Ovvero, intorno ai 7,5 milioni di euro, secondo l’ASI, che poi calcola anche i danni che subirebbe l’indotto dall’addio alle automobili storiche: «In particolare la perdita di circa 300/325.000 veicoli d’interesse storico-collezionisticosignificherebbe un mancato esborso per le spese di manutenzione di detti veicoli, che, (applicandoi coefficienti utilizzati dallo Stato in materia fiscale), darebbe un risultato di € 4.875.000.000(325.000 veicoli per un costo annuale di manutenzione medio unitario di € 15.000 come previsto dallo Stato). Se invece vogliamo essere più realisti, valutiamo il costo di manutenzione annualemedio in € 2.000, arrivando così ad un importo complessivo da mancata attività economica pari a €650.000.000». Calcolando anche altre parti dell’indotto, secondo l’ASI questo sarebbe il risultato della decisione:
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