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“Aurelio Visalli morto senza attrezzi per il salvataggio, solo con un salvagente”

la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta. Come è stato organizzato il salvataggio? La moglie di Aurelio Visalli in un’intervista parla di un’operazione in cui il marito è stato mandato allo sbaraglio, senza l’attrezzatura necessaria per consentirgli di lavorare in sicurezza

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Aurelio Visalli aveva 40 anni ed era un sottufficiale della Guardia Costiera. É morto per salvare in mare due ragazzini nelle acque della baia del Tono, a Milazzo. Mentre tutta la politica lo saluta come un eroe, a partire dai ministri Provenzano, De Micheli, Di Maio, Guerini, Lamorgese e per finire ovviamente con Salvini, la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta. Come è stato organizzato il salvataggio? La moglie di Visalli in un’intervista parla di un’operazione in cui il marito è stato mandato allo sbaraglio, senza l’attrezzatura necessaria per consentirgli di lavorare in sicurezza.

“Aurelio Visalli morto senza attrezzi per il salvataggio, solo con un salvagente”

Già da ieri, quando è stato trovato il corpo Antonio Crea, cognato di Visalli, aveva lanciato le prime accuse: “Poteva essere salvato, ci sono responsabilità per le dinamiche con le quali lo hanno costretto ad intervenire e responsabilità dei soccorsi arrivati assolutamente in ritardo”, dice. Aurelio lascia due figli e una moglie. A raccontare il tragico incidente è lo stesso Crea. “A mio cognato e a due sue colleghi era stato vietato di intervenire con la motovedetta perché il mare non lo consentiva”, ha raccontato. La pattuglia era stata allertata per la presenza in acqua di due ragazzini, un 13enne e un 15enne, che avevano deciso di tuffarsi nonostante le proibitive condizioni meteo e che rischiavano di annegare. “Dopo un po’ – prosegue Crea – gli è stato chiesto di intervenire da terra. Ma come potevano farlo senza attrezzatura, non avendo ne giubbotti di salvataggio né salvagenti, mute, corde o altro? “Avevano solo un piccolo salvagente con una cordicella per tirarla ai due giovani. – spiega – Mio cognato tra l’altro era motorista e sotto capo, sicuramente non era compito suo. Nel frattempo uno dei ragazzi è riuscito a tornare a riva mente l’altro attendeva aggrappato ad una boa”. Il sottufficiale e il collega si sono tolti i vestiti e si sono tuffati. “Ad un certo punto mio cognato è stato investito dalle onde e nessuno lo ha più visto – aggiunge – Nessuno ha tentato di salvarlo nemmeno i suo i due colleghi perché il mare era troppo forte. E dalle 13 alle 19 prima che arrivasse l’elicottero nessuno lo ha cercato veramente”. La moglie Tindara Grosso racconta la stessa versione della storia in un’intervista al Corriere: «non è morto per una fatalità, ma per l’incompetenza di chi l’ha mandatoasalvare due ragazzi senza un giubbotto, senza funi, senza mezzi…». E poi, provata, lascia parlare la sorella Francesca:

aurelio visalli morto solo con un salvagente 1

 

Anche in un esposto alla Procura ponete quindi l’accento sull’incompetenza?
«Mio cognato, uomo razionale, conosceva il pericolo. Sulle motovedette, da Lampedusa alla Maddalena, ha partecipato a centinaia di salvataggi. Ha recuperato corpi in alto mare. Non è possibile che sia stato inghiottito da un’onda a riva. Ecco perché vorremmo parlare con i due testimoni».

Si riferisce agli altri due sottufficiali mandati per il soccorso sulla spiaggia di Milazzo?
«Due colleghi che non ci fanno incontrare. Arrivano ufficiali con alti gradi e facce compunte. Ma quando chiediamo di parlare con i due militari si chiudono le porte. Li hanno mandati tutti e tre a salvare gli scampati in mutande, lasciando le divise sulla sabbia, senza attrezzi, senza funi o giubbotti. Cosa sia veramente accaduto non vogliono dirlo».

Coglie imbarazzi?
«Enormi. Anche quando rimproveriamo i vertici della Capitaneria di non avere avvertito casa. Ma soprattutto per avere organizzato un soccorso con un ciambellone. Ogni lavoratore va messo in condizioni di sicurezza. Figurarsi quando dei militari vengono chiamati per ruoli diversi dal proprio. Aurelio era motorista di una motovedetta. Coinvolto invece in un’operazione di terra, senza gli attrezzi che anche un bagnino ha»

aurelio visalli morto solo con un salvagente

Il corpo senza vita di Aurelio Visalli è stato recuperato dai suoi colleghi vicino alla spiaggia di Milazzo. Il motorista è morto per salvare uno dei due ragazzini che non riusciva a tornare a riva. Troppo alte le onde di sette metri. Uno dei due quindicenni è riuscito a mettersi in salvo, ma l’altro si è aggrappato a una boa per non farsi trascinare via dalla corrente. E con un salvagente, e niente altro Visalli l’ha salvato. A costo della sua vita.

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