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L’audio dei vigili che fanno sesso in auto è stato “montato”

Diventa sempre più torbida la ricostruzione di come sia nata la storia dell’audio dei vigili che fanno sesso. L’audio non sarebbe stato registrato nell’auto di servizio ma in un altro luogo. Nella registrazione in un secondo momento sono state aggiunte le chiamate alle pattuglie per simulare l’errore della radio accesa

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Diventa sempre più torbida la ricostruzione di come sia nata la storia dell’audio dei vigili che fanno sesso. Oggi il Corriere Roma racconta che non solo si tratterebbe di una vendetta ma anche di un falso. L’audio non sarebbe stato registrato nell’auto di servizio ma in un altro luogo. Nella registrazione in un secondo momento sono state aggiunte le chiamate alle pattuglie per simulare l’errore della radio accesa. Inoltre nella segnalazione anonima inviata al Comando, e poi in Procura, con chiavetta usb e nomi dei protagonisti, l’autore ha chiesto che fosse data pubblicità mediatica al fatto.

L’audio del sexygate che sta agitando da giorni il Corpo dei vigili urbani potrebbe essere un assemblaggio di due diverse registrazioni fatte in diversi momenti di una stessa giornata.Ci sarebbe un prima: quando la coppia, allontanatasi dall’auto di servizio, ha un attimo di intimità immortalato su file audio con una microspia nascosta in un oggetto o su un indumento della vigilessa. E ci sarebbe un dopo: quando un’abile manina aggiunge alla registrazione le chiamate fatte in radio tra le pattuglie operative in città durante la mattina dello stesso giorno del sexygate. Una insieme di frammenti indispensabile all’autore del nastro per far sembrare che il vigile e la vigilessa, entrambi intorno ai 40 anni, lui sposato, lei divorziata, stessero all’interno dell’auto di servizio con la radio accesa, così da poterli incastrare e denunciare

Di sicuro chi ha architettato la vendetta, e qualcuno potrebbe aver messo la microspia tra gli oggetti
dell’agente per conto di chi si sarebbe voluto vendicare, come ipotizzano i vigili. Di sicuro non è stata un’idea improvvisata: l’assemblaggio dell’audio potrebbe essere stato fatto da un esperto.

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