La macchina del funky

La contestazione degli attivisti M5S romani a Virginia Raggi

Alcuni attivisti M5S romani vorrebbero fare la guerra a Virginia Raggi a Rimini e organizzare un gruppo di dissenso da portare all’incontro dei 5 Stelle a Rimini. Ne parla oggi Lorenzo D’Albergo su Repubblica citando i messaggi Whatsapp di una chat interna

A tirare le fila della protesta è Gaetano Savoca, membro del tavolo Bilancio, il board di cui era coordinatore l’assessore Andrea Mazzillo (dato sempre in uscita dalla giunta a fine settembre). Venerdì mattina, poco dopo le 10, ha affidato a quattro messaggi WhatsApp la sua dichiarazione di guerra: «Ho da farvi una proposta esplosiva e dirompente che potrebbe trovare qualche consenso e molto dissenso: organizzare un gruppo di dissenso contro il Campidoglio, Virginia Raggi, la sua giunta e il servilismo dei portavoce capitolini, lo spostamento a sinistra del M5S romano e le sue scelte insensate».

Savoca, che sul suo profilo facebook si definisce pensionato ed esponente del tavolo economia e bilancio M5S Roma (oltre che avere eccellenti gusti musicali), non risparmia critiche anche pubbliche a Virginia Raggi (come sulla vicenda del nuovo a.d. ATAC):
gaetano savoca

Nei messaggi inviati sulla chat del tavolo Bilancio mette alla gogna la giunta. Nell’elenco c’è di tutto: si parte dal falso dossier che sarebbe stato architettato proprio contro De Vito prima delle comunarie per la scelta del candidato sindaco e si arriva al cv fallato della nuova assessora ai Lavori pubblici Margherita Gatta, nomina contro la quale due consigliere municipali legate alla base degli attivisti sono pronte a ricorrere al Tar. Ancora: il caso Marra, lo stadio, il piddino Bergamo vicesindaco, «le nomine ad cazzum (cit.)», il triplo incarico in Atac dell’ad e dg Simioni. E, ovviamente, il rischio che Mazzillo possa essere defenestrato.

Per questo il pasionario a 5 Stelle è pronto a «organizzare il gruppo di dissenso e portarlo nel cuore della festa del M5S a Rimini. Alla luce del sole».

Postilla: «So bene di rischiare il linciaggio — scrive Savoca nei messaggi che in queste ore stanno facendo il giro del Campidoglio — ma sarebbe una protesta dirompente non contro il M5S, ma pro M5S. So che questa mia proposta fra 5 minuti sarà sul tavolo di Grillo e Casaleggio e proveranno a ostacolarla. Il coraggio è degli audaci e non del gregge di pecore». Tra le tante risposte all’appello su WhatsApp, anche una di un certo peso. «Se non cambiano le cose dopo le Politiche, me ne vado», firmato Monica Montella, la consigliera già finita nel mirino dei 5S che per aver difeso la collega e amica Cristina Grancio.