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L'attacco di matrice neofascista ai tifosi marocchini che festeggiavano a Verona | VIDEO

Asia Buconi|

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Se da un lato c’è chi, come Salvini, fomenta l’odio verso i tifosi marocchini in festa dopo il passaggio ai quarti di finale dei Mondiali di calcio, dall’altro c’è un episodio grave e preoccupante che meriterebbe certamente di più tutta quell’attenzione e quella condanna. La vicenda ha avuto luogo a Verona: qui, durante i festeggiamenti della comunità magrebina, un carosello di macchine che stavano esultando è stato aggredito da un gruppo di persone, tutte vestite con felpe nere e cappucci.

Il bilancio di quella che sembra a tutti gli effetti un’aggressione squadrista non è da poco: sono almeno quattro le automobili danneggiate, mentre una donna è stata leggermente ferita dai vetri in frantumi. Il più, comunque, l’ha fatto la gravità del gesto, quel che nasconde. Per le strade di Verona, in quella manciata di minuti, i marocchini residenti hanno vissuto attimi di autentico panico.

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Subito dopo il rigore che ha sancito il passaggio ai quarti del Marocco, molti tifosi della comunità magrebina sono scesi in strada in varie città d’Italia per festeggiare. Lo stesso è avvenuto a Verona, dove i sostenitori della Nazionale hanno cominciato ad esultare con fumogeni, intonando cori, arrivando di fatto a riempire Piazza Bra. Il che ha richiesto pure un supplemento di lavoro agli agenti della Polizia di Stato. Ma, fino a quel momento, non c’era stato alcun problema di ordine pubblico. Finché, attorno alle 21, in Corso Porta Nuova non è arrivato un gruppo di persone incappucciate.

“Stavamo festeggiando, sono spuntati questi con i cappucci neri e hanno cominciato a picchiare tutti”, ha raccontato a TeleArena una donna. Gli aggressori, che avevano con sé catene e manganelli, hanno prima bloccato un’auto guidata da giovani marocchini, mandandone in frantumi i finestrini, poi si sono scagliati su altre due vetture, ferendo una donna con i vetri, per fortuna in modo non grave.

Adesso sul fatto è stata aperta un’indagine, che vede impegnati Polizia e Carabinieri. Al momento, sono state fermate tredici persone, tutte veronesi. I giovani sono stati riconosciuti dal personale della Digos come militanti di gruppi di estrema destra della città.