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L'attacco hacker alla Regione Lazio partito dal pc utilizzato dal figlio di un dipendente in smart working?

neXt quotidiano|

Attacco hacker Regione Lazio

La vicenda dell’attacco hacker ai sistemi informatici della Regione Lazio assume, giorno dopo giorno, dei contorni sempre più paradossali. In attesa di capire se, come e quando torneranno a disposizioni i più basilari servizi (online, con riflessi offline) soprattutto per quel che riguarda l’ambito sanitario, oggi emergono nuovi dettagli sul pc da cui sarebbe partito questo effetto domino fatto di ransomware, presunte richieste di riscatto e dati sensibili dei cittadini messi a rischio.

Attacco hacker Regione Lazio, il pc usato dal figlio di un dipendente

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, infatti, sul caso sta indagando anche l’FBI. E se l’assessore alla Sanità della Regione Lazio – Alessio D’Amato – ha annunciato la ripresa del sistema di prenotazione per la campagna vaccinale a partire da venerdì (anche se ancora non è chiaro l’utilizzo della vecchia piattaforma oppure se se ne stia realizzando una nuova, temporanea), i dettagli che emergono sembrano rappresentare una classica storia all’italiana.

Si scopre che a tenere aperto il computer del dipendente regionale di Frosinone in smart working sarebbe stato il figlio durante la notte. Prima di ascoltarlo la Polizia postale vuole risalire ai responsabili del ransomware che ha colpito il Ced regionale del Lazio: è fondamentale infatti capire se da parte di questa persona vi sia stato dolo o semplicemente imprudenza. Nel primo caso il dipendente in smart working potrebbe finire nella lista degli indagati evidentemente.

Queste le informazioni pubblicate oggi da Il Corriere della Sera. Perché l’unica cosa certa, ormai, è che il ransomware si sia infiltrato nei sistemi informatici della Regione Lazio proprio partendo dal pc di un dipendente – che vive a Frosinone – che lavora in smartworking. Con il passare delle ore, poi, si è risaliti anche all’orario in cui è partito questo attacco hacker che sta provocando profondi disagi. E non solo per prendere un appuntamento per la vaccinazione anti-Covid.

(foto: da Google Maps)