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ATAC, i filobus della Raggi sono già rotti

Virginia Raggi li ha presentati come i primi 15 dei 45 filobus acquistati da Roma Metropolitane per essere utilizzati sul corridoio Laurentino. Ieri due di quei mezzi si sono fermati in strada, in tutto quattro sono stati costretti a rientrare al deposito. Per guasti alla centralina e motori surriscaldati. E con tanti saluti all’ambiente da tutelare secondo la sindaca, perché i filobus, che partono e rientrano a Tor Pagnotta, sono costretti a circolare come normali autobus a gasolio.

ATAC, i filobus della Raggi sono già rotti

Cosa è successo? I problemi si sono verificati nelle zone di Porta Pia e via Nazionale, nella parte non coperta dalla linea elettrica: una vettura ha accusato problemi di surriscaldamento al motore, due hanno avuto noie alla centralina e al sistema di chiusura delle porte e infine in una vettura è scattato l’allarme di dispersione di corrente. I filobus, che sono l’eredita della tangente Breda Menarini, costati 20 milioni di euro e anche l’arresto a Riccardo Mancini, hanno una serie di problemi tecnici già denunciati dai sindacati.

Tutti dotati di trazione elettrica, i nuovi filobus possono essere alimentati sia tramite rete bifilare sia tramite motore diesel Euro 5. Le vetture sono lunghe 18 metri e possono trasportare un totale di 135 passeggeri con 28 posti a sedere. Sono destinati alle linee express 60 e 90, con l’obiettivo di sviluppare il servizio elettrico offerto da Atac lungo la filovia che si sviluppa tra Porta Pia e Largo Labia, a servizio dei popolosi quartieri Nomentano, Montesacro e Tufello. Ma i problemi tecnici, peraltro già previsti dai sindacati di categoria, non hanno tardato a manifestarsi. E la manutenzione di questi mezzi rischia di diventare un altro tormento per Atac. (Il Messaggero)

filobus raggi rotti
Uno dei filobus in panne sulla corsia preferenziale (Foto da: Il Messaggero)

Eppure nei giorni scorsi i dipendenti Atac erano stati chiari: le vetture non sono sicure e persino in fase di collaudo avevano presentato problemi di affidabilità, si legge in una lettera indirizzata alla dirigenza e al sindaco pubblicata da Repubblica Roma:

«C’è improvvisazione operativa — scrivono i lavoratori Atac — ci auguriamo di non assistere all’ennesimo flop»: il bilancio del primo giorno parla di 4 vetture già in disuso, per gli altri giorni si vedrà. Ma oltre il danno, c’è la beffa: la manutenzione dei filobus è affidata alla Breda Menarini ma, secondo i sindacati, il servizio dovrebbe partire solo fra un mese. In sostanza le vetture che ieri si sono rotte rimarranno ferme in deposito a Tor Pagnotta e non è chiaro se l’azienda potrà riutilizzarle, anche perché non dispone di tecnici specializzati per la riparazione di filobus di ultima generazione.

E così è successo quello che doveva succedere: quattro bus sono in panne, gli altri potrebbero avere altri problemi successivamente. E pensare che proprio la Raggi scriveva ieri: «Ma facciamo anche una cosa buona per la salute dei cittadini perché aumentiamo il numero di mezzi a trazione elettrica che circolano a Roma. Vogliamo un trasporto pubblico più green, con vetture eco-sostenibili. A chi ci accusa di non fare niente per Roma rispondiamo con i fatti: potenziamo il trasporto pubblico e lo rendiamo più sostenibile per l’ambiente, senza ulteriore impiego di fondi ma rimediando agli sprechi delle precedenti amministrazioni. Oggi abbiamo restituito ai cittadini romani quello che gli è stato tolto in precedenza».

I nuovi filobus e il problema sicurezza

E non finisce qui. Perché a parte i guasti i nuovi filobus vengono definiti dalla FILT-CGIL «Insicuri e fonte di altri sprechi aziendali, a partire dagli straordinari per gli autisti». I sindacati puntano il dito sugli specchietti retrovisori con angoli “ciechi” sulla pedana centrale azionabile solo a mano da parte dell’autista, sullo stantuffo di apertura delle porte troppo sporgente. La Cgil parla poi di privilegi e straordinari: per questo evento, «in via del tutto eccezionale e non ripetibile al fine di minimizzare il disagio derivante da un impiego presso una rimessa fuori dalla propria residenza convenzionale, l’azienda si impegna ad istituire riservate al personale (navette, ndr) per il trasferimento da Montesacro a Tor Pagnotta e ritorno in tutte le giornate lavorative» con una indennità di tre ore di straordinario.
virginia raggi filobus
Spiega il Corriere Roma che il sindacato contesta la scelta di impiegare quei mezzi proprio su quelle due linee, 60 e 90, tradizionalmente elettriche e incapaci di sostenere più di venti mezzi:

Per questo i filobus viaggeranno a gasolio ma ad un costo esagerato, in media un litro di gasolio per appena tra chilometri. Tutti indizi che sostengono la tesi dell’accelerata politica più che un’operatività aziendale. Perché, come anticipato, oltre a questa assurdità della navetta inclusa nell’orario lavorativo e pagata come straordinario, la Cgil ha cercato in ogni modo di richiamare l’attenzione anche sul fronte dell’efficienza, proponendo soluzioni e alternative.
«Trasferire le nuove vetture a Grottarossa ha scritto il sindacato all’azienda – avrebbe evitato di predisporre riservate al personale per i lavoratori di Montesacro, i quali saranno costretti a prendere servizio nel quadrante opposto; questo trasferimento avrebbe inoltre consentito ottimizzazione dei turni, riduzione dei chilometri percorsi a vuoto ed evitato uno straordinario strutturale che si ripercuoterà sulle disastrate casse di Atac».

A rincarare la dose ci pensa la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo: «Quei filobus sono fermi dal 2016 nel deposito di Tor Pagnotta in attesa del completamento dei lavori di adeguamento del corridoio Laurentino-Tor Pagnotta. Dopo essere stati acquistati nel 2009 da Roma Metropolitane per essere utilizzati appunto sul nuovo corridoio della mobilità sono dal 2016 sono in attesa di prendere servizio. Purtroppo da circa tre mesi la garanzia dei filobus è scaduta. Ciò significa che per qualsiasi difetto si dovrà provvedere in proprio con un aggravio di spese di manutenzione. Peraltro proprio in ragione dell’assistenza necessaria ai nuovi mezzi, nel deposito dove oggi la sindaca Raggi ha tenuto la conferenza stampa era stata allestita un’officina dedicata che è costata circa un milione di euro e non è mai stata utilizzata. Quindi ogni qualvolta si dovrà intervenire sulle 15 vetture dirottate oggi sulla Nomentana le stesse dovranno essere rispedite con rilevanti costi di trasporto nelle officine di Tor Pagnotta. La giunta Raggi anziché trovare soluzioni logiche e inaugurare il prima possibile il nuovo corridoio della mobilità preferisce le farse e inaugura lo spostamento dei filobus».
EDIT ore 12,56: ATAC sostiene che:

“In relazione a notizie di stampa che rilanciano dichiarazioni secondo le quali i motori diesel dei filobus messi in servizio da ieri mattina non sarebbero adatti a essere utilizzati su strada per percorsi lunghi, Atac sottolinea che questi motori sono progettati per consentire la marcia autonoma del mezzo anche in assenza della rete filoviaria e che i percorsi di esercizio sono stati valutati anche in relazione all’autonomia disponibile dei motori termici diesel”. Così una nota di Atac.

Intanto però:

“Ancora un filobus fermo per un guasto dalle 5 del mattino su via Cristoforo Colombo. Queste vetture sono state progettate per viaggiare col il motore elettrico, il diesel è previsto solo per piccoli spostamenti nelle rimesse, per evitare ostacoli improvvisi, in caso di caduta nella tensione di rete”, scrive la consigliera PD Piccolo in una nota. “Costringere queste vetture ad usare i motori a gasolio per raggiungere la filovia al capolinea di largo Labia a circa 25 km di distanza dalla rimessa di Tor Pagnotta significa stressare una meccanica non predisposta per muovere mezzi di 18 metri per distanze significative – aggiunge – Moltiplicare queste distanze per un anno comporta chilometraggi non contemperati nell’esercizio di queste vetture. I 15 filobus tutti i giorni dovranno raggiungere per prendere servizio i capolinea di Largo Labia e di Piazza dei Cinquecento e a fine esercizio tornare nella rimessa di Tor Pagnotta. Oltre ai danni meccanici si tratta di un evidente spreco da oltre 200 mila chilometri l’anno fuori corsa che peserà sulle casse dell’Atac. L’ultima invenzione di Virginia Raggi e degli esperti a cinque stelle del trasporto pubblico romano oltre a sfasciare i nuovi mezzi impongono sprechi d’esercizio consistenti”.