Politica

Assunta Montanino, Salvatore Barca e la segretariopoli del Giornale

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Il Giornale torna a dedicare la prima pagina ad Assunta Montanino in quella che si sta trasformando velocemente in una campagna di stampa che ricorda l’epopea di Fini e della casa di Montecarlo (e, per i più memori, anche il caso di Dino Boffo, direttore dell’Avvenire finito in un vortice per una condanna per molestie). Il quotidiano racconta del rapporto tra Assunta Montanino e Salvatore Barca, consigliere di Di Maio:

In attesa di conoscere, nel rispetto di quel principio di trasparenza, cavallo di battaglia della propaganda grillina, il curriculum, spunterebbe-secondo quanto scrive Pino Neri sul Mattino – un presunto legame sentimentale con Salvatore Barca, braccio destro del ministro dello Sviluppo economico e Lavoro Di Maio e originario di Volla, località a pochi chilometri da Pomigliano. Secondo quanto racconta il Mattino – «Salvatore e Assunta convivono a Roma, la città dove si sarebbero conosciuti: lei come stagista alla Camera dei Deputati, lui come capo della segreteria dell’ex vicepresidente di Montecitorio Di aio».

Poi il rapporto si sarebbe consolidato nel tempo, fino a diventare una relazione. Circostanza non smentita dai diretti interessati. Nulla di male, sia chiaro. Tante coppie condividono politica, lavoro e amore, ma certo la circostanza stona con le passate battaglie grilline contro il familismo. Altre conferme sul presunto legame nato nei saloni di Montecitorio arrivano dai grillini campani: «Ho conosciuto Assia all’evento Italia a 5 Stelle, mi è stata presentata da Barca come compagna» – racconta un attivista della provincia napoletana.

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Ma il Giornale punta il dito oggi anche sul segretario del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, Daniele Longo, che era collaboratore di Giulia Di Vita prima che quest’ultima finisse nella storia delle firme false: a quel punto Longo è approdato da Bonafede che l’ha portato a via Arenula.

Il percorso universitario di Longo è stato piuttosto lungo. Si è iscritto a Giurisprudenza a Palermo nel 2002, a 19 anni, e dopo quattro anni passati nell’ateneo siciliano (e uno all’estero, a Vilnius, per l’Erasmus), Longo ha cambiato sede. E marcia. Iscrivendosi a Bologna e laureandosi tra 2007 e 2011, portandosi finalmente a casa – dopo nove anni – il «pezzo di carta», con la votazione di 103/110. Da allora, dopo un annetto di pratica legale, è iniziato anche l’avvicinamento di Longo al M5s, e dopo le elezioni della scorsa legislatura anche i corsi e le summer school per collaboratori parlamentari, tra cui quello alla Link Campus.

Il tutto mentre lavorava in commissione Affari Sociali, meritandosi persino, nel 2014, una «dedica» speciale da parte della Di Vita, che scrisse un post sul suo blog per elogiare Longo, definito il suo «alter ego»: «Non è del Movimento 5 Stelle, è un palermitano emigrato, come tanti, un ragazzo che ha passato gran parte della sua vita a studiare e faticare per costruirsi un futuro che altri gli hanno distrutto».

C’è altro? Sì. Il Giornale ricorda anche tutte le polemiche del M5S contro le chiamate di amici e parenti nella PA all’epoca del governo Renzi: «Siamo stanchi di vedere nominare amici e parenti dei politici con incarichi di alta dirigenza nella Pubblica Amministrazione». Quindi l’attacco a Renzi, allora al governo: «Renzi non è stato da meno, nominando a Palazzo Chigi il capo dei vigili di Firenze». All’epoca il M5S chiedeva anche l’abolizione dello spoils system:

m5s camera

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