Economia

Assegni fino a 780 euro al mese per i poveri

Il governo pensa a un sussidio per i poveri sotto forma di assegno che potrà arrivare fino a 780 euro al mese, che possa portare al di sopra della soglia di povertà assoluta le famiglie che hanno, ad esempio, un reddito inferiore a 980 euro per una famiglia con due figli. La mossa del governo arriva dopo i dati sulla povertà assoluta in Italia, che interessa il 5,7% della popolazione: al Nord si attesta al 4,2% al Centro al 4,8% e al Sud arriva all’8,6%. Scrive oggi Il Messaggero in un articolo a firma di Michele Di Branco:

L’ipotesi che si sta studiando, e per la quale sarebbe già stata individuata una copertura di 2,4 miliardi di euro, è garantire un sussidio capace di riportare il beneficiario al di sopra della soglia di povertà assoluta. Vale a dire, ad esempio, un reddito inferiore a 980 euro per una famiglia con due figli. L’assegno massimo riconosciuto arriverebbe a 780euro al mese e sarebbe comunque condizionato all’obbligo, per chi ne usufruisce, di partecipare a programmi di reinserimento sociale. A questa operazione si affiancherebbe l’introduzione di un sussidio studiato per gli over 55 che perdono il lavoro e per i quali ci sono poche possibilità di reinserimento.
Per determinare la platea dei beneficiari dell’assegno minimo, il governo utilizzerebbe, oltre alle dichiarazioni dei redditi, anche i parametri Isee,in modo da integrare i dati e da fotografare, in maniera molto più puntuale, le condizioni di vita delle famiglie.L’operazione scatterebbe dal 2016 e si tratterebbe di una sorta di integrazione monetaria del reddito. Occorre tra l’altro ricordare che da un paio di anni si sta sperimentando il cosiddetto Sia (assegno per il Sostegno per l’inclusione attiva ): un sussidio che è stato concesso a circa 10 mila famiglie, per un totale di 40 mila persone residenti in città con più di 250 mila abitanti, per un importo medio di 360euro mensili.

povertà assoluta

Non ci sarebbero limiti temporali per la concessione del sussidio. Però il governo, in collaborazione con l’Inps, formerebbe delle commissioni territoriali per verificare il comportamento e lo stile di vita delle famiglie che incassano l’assegno in modo da evitare che l’aiuto di Stato venga utilizzato per spese superflue piuttosto che per soddisfare bisogni primari.
In aggiunta al salario minimo garantito, Palazzo Chigi e il Tesoro, su suggerimento del presidente dell’Inps, Tito Boeri, studiano anche l’introduzione dell’assegno universale per gli over 55,un sostegno economico da applicare a tutte quelle persone che si trovano in una condizione esistenziale e di carriera molto difficile: senza lavoro, senza pensione e ancora abbastanza lontane dalla possibilità di maturare i requisiti per andare a riposo. Secondo alcune analisi condotte dall’Inps sarebbero circa 1,3 milioni i disoccupati in queste condizioni che hanno superato la soglia dei 55 anni e avrebbero appena il 10% di possibilità di essere riassorbite dal mondo del lavoro.

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