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Armando Siri indagato per corruzione

ARMANDO SIRI

Il sottosegretario ai trasporti e senatore della Lega Armando Siri è indagato per corruzione. Sotto la lente ci sono i suoi rapporti con un faccendiere impegnato nel settore dell’energia su cui indagano da tempo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e gli investigatori della Dia.

Armando Siri indagato per corruzione

Siri, secondo quanto racconta Repubblica in un articolo a firma di Salvo Palazzolo e Maria Elena Vincenzi, ha visto la sua inchiesta spostata a Roma perché i pubblici ministeri siciliani hanno trasmesso ai colleghi della Capitale il filone che riguarda le frequentazioni romane del faccendiere. Nel fascicolo ci sono intercettazioni e pedinamenti. Siri è il consigliere economico del ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’ideologo della Flat Tax, quattro anni fa patteggiò una condanna per bancarotta.

Paolo Guido e Paolo Ielo, i procuratori aggiunti di Palermo e Roma, hanno disposto perquisizioni per acquisire atti riguardanti atti e autorizzazioni in materia di impianti energetici. A condurre l’inchiesta, il pm romano Mario Palazzi e il collega palermitano Gianluca De Leo.

In provincia di Trapani il faccendiere era in affari con un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, che oggi è stato arrestato dalla Dia, per violazione degli arresti domiciliari. Non poteva incontrare nessuno, ma avrebbe continuato a curare i suoi affari, frequentando il faccendiere e alcuni prestanome. Così è emersa l’intera vicenda. Un’indagine che prosegue da sei mesi nel massimo riserbo, per la presenza di Siri, che è sottosegretario dal 13 giugno dell’anno scorso.

Vito Nicastri di Alcamo

Scrive l’agenzia di stampa AGI che l’indagine, condotta in parallelo anche dai pm di Roma, ipotizza uno scambio di favori, utilita’ e denaro per agevolare aziende considerate vicine a un imprenditore dell’eolico, Vito Nicastri, di Alcamo (Trapani), da un anno agli arresti domiciliari, ma che anche da casa – e nonostante sia stato raggiunto da una maxiconfisca da un miliardo di euro – avrebbe continuato, tramite un familiare, a manovrare per fare affari. La parte palermitana e trapanese dell’indagine ipotizza anche l’aggravante dell’agevolazione di Cosa nostra, non formulata nei confronti del sottosegretario.

Nicastri, per effetto della nuova indagine, si è visto aggravare la misura cautelare che lo teneva ai domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni, ed è stato riportato in carcere. Sono intanto state disposte perquisizioni, che vengono svolte in queste ore simultaneamente a Palermo, negli uffici dell’assessorato regionale all’Energia, e a Roma, oltre che nell’abitazione e nelle pertinenze dello stesso Nicastri, indicato anni fa dal Financial Times come il “signore del vento” e ritenuto un prestanome del superlatitante Matteo Messina Denaro, che sarebbe suo socio occulto.

L’indagine sui signori del vento e Armando Siri

Al centro delle verifiche disposte dai pool coordinati, a Palermo, dal procuratore aggiunto Paolo Guido e, nella Capitale, dall’aggiunto Paolo Ielo, una serie di permessi gestiti dalla Regione Sicilia, con l’assessorato all’Energia. Il fine ultimo di Nicastri sarebbe stato quello di fare approvare una normativa che avrebbe previsto ulteriori incentivi e finanziamenti negli investimenti nel campo delle energie alternative.

Tra gli indagati anche un docente universitario, Paolo Arata, genovese come Siri, 68 anni, ex deputato nazionale di Forza Italia e, nel 1994, presidente del Comitato interparlamentare per lo sviluppo sostenibile: negli anni scorsi è stato uno dei sette professori a cui Matteo Salvini ha affidato la stesura del programma di governo della Lega. Anche Armando Siri fu uno dei professori che, per “Noi con Salvini”, si occupo’ di economia, riforma fiscale e flat tax. Secondo l’ipotesi investigativa, Arata sarebbe stato uno dei personaggi che avrebbero avuto contatti e fatto da tramite con Siri.

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