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Apricena: le accuse sul voto pagato 20 euro nel comune amministrato dalla Lega

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Di Apricena in provincia di Foggia ci siamo occupati qualche tempo fa quando il sindaco Antonio Potenza è stato accusato di una serie di reati con risvolti importanti di comicità, ovvero perché sava l’auto del Comune per sé (un classico), faceva lavorare un suo collaboratore in una ditta che aveva appaltato lavori del Municipio (e qui già è buono), ma soprattutto aveva installato a spese delle casse pubbliche un impianto di videosorveglianza nel suo ufficio dopo aver scoperto le cimici messe dai magistrati (l’apoteosi).

Apricena: le accuse sul voto pagato 20 euro nel comune amministrato dalla Lega

Oggi la cittadina torna alla ribalta delle cronache perché l’amministrazione è al centro di una inchiesta della procura di Foggia e della guardia di finanza sulle ultime elezioni amministrative del maggio dello scorso anno. Ieri mattina i finanzieri del comando provinciale di Foggia hanno notificato a 18 persone l’avviso di conclusione delle indagini. Nell’inchiesta sono coinvolti, avario titolo, anche l’assessore comunale allo Sviluppo del Territorio Bianca Matera, due funzionari dell’Ufficio Anagrafe del comune foggiano e due agenti della polizia locale. Spiega oggi il Corriere del Mezzogiorno:

Secondo quanto emerso dalle indagini diversi cittadini stranieri residenti ad Apricena, tra cui molti rumeni, avrebbero offerto il proprio voto e quello di alcuni familiari in cambio di denaro. Ogni voto “costava” venti o cinquanta euro. Tra i diciotto destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini anche il presidente di seggio della sezione elettorale che – secondo la tesi dei magistrati -avrebbe omesso di rilevare nel verbale di operazioni dell’ufficio elettorale di sezione i numeri delle tessere elettorali di 86 elettori.

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L’inchiesta sulle elezioni ad Apricena (Corriere del Mezzogiorno, 16 gennaio 2020)

In questo modo avrebbe impedito di fatto la possibilità di risalire a quanti si erano recati al seggio durante le votazioni.  Coinvolti anche un dirigente e un funzionario dell’ufficio anagrafe del Comune di Apricena accusati di aver autenticato, ma oltre i termini previsti dalla legge, le liste elettorali aggiuntive dei cittadini membri dell’Unione europea, evitando cosi la loro decadenza dal diritto di voto.

L’inchiesta della procura avrebbe accertato anche che alcuni cittadini del comune foggiano avrebbero percepito il reddito di cittadinanza pur non potendolo avere. E tutto grazie all’azione di due agenti della polizia locale di Apricena, indagati, che avrebbero accertato che chi aveva percepito il contributo era residente nel centro da un anno e che in alcuni casi in realtà non lo era.

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