Economia

I soldi del vostro iPhone nell'elusione fiscale di Apple

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Il Financial Times annuncia che Apple è di nuovo nei guai con l’Unione Europea. E sotto la lente di Bruxelles torna la sede irlandese dell’azienda che fu di Steve Jobs, come anticipa oggi in apertura il Financial Times:

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L’apertura del Financial Times

L’accusa è di elusione fiscale, e della sanzione parla l’italiano Luca Maestri, direttore finanziario di Apple, che rivela i contorni della vicenda al Financial Times. E tutto parte dall’Irlanda: per attirare gli investimenti esteri, Dublino ha regalato regimi fiscali agevolati, nel caso di Apple con un prelievo sugli utili pari al 2%. Apple ha allora spostato verso le sue filiali irlandesi i suoi utili. Della storia si occupò anche il Congresso Usa, che portò a testimoniare anche Tim Cook. Si parlava di 150 miliardi di dollari di utili fatti passare attraverso il piccolo paradiso fiscale irlandese. E c’è anche dell’altro, come racconta oggi Federico Rampini su Repubblica:

La commissione d’ inchiesta del Congresso Usa rivelò che molte delle filiali di Apple in Irlanda sono scatole vuote, contenitori finanziari, che non creano occupazione. La decisione della Commissione di Bruxelles implicitamente suona anche come una condanna per Dublino. Anche se la multa colpisce Apple, l’accusa di avere percepito aiuti di Stato si ritorce anche contro chi quegli aiuti ha elargito. Di fatto gli aiuti di Stato sono perseguibili nel diritto antitrust dell’Unione europea perché rappresentano una distorsione della concorrenza: le aziende che operano in mercati simili in altri Paesi vengono danneggiate.