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Antonella Sicomero: la bambina morta a Palermo e la sorella che parla del "gioco dell'asfissia"

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Antonella Sicomero è la bambina di 10 anni che ieri è arrivata all’ospedale Di Cristina di Palermo in arresto cardiocircolatorio dovuto a un’asfissia prolungata. Alle 13.30 per lei si è capito che non c’era più niente da fare ed è stata dichiarata la morte cerebrale. La mamma e il papà di Antonella hanno dato il consenso per la donazione degli organi. La bambina stava mettendo in pratica una sfida su Tiktok? Quali sono gli elementi che lo provano?

Antonella Sicomero: la bambina morta a Palermo e la sorellina che parla del “gioco dell’asfissia”

Una cosa è certa. Antonella aveva accesso al social dei ragazzini, Tiktok, quello dei balletti virali da imitare. Ma non solo. La piccola, come racconta Repubblica Palermo aveva anche altri profili social:

Antonella era una bambina molto social. A dieci anni aveva già tre profili su Facebook e i suoi genitori sapevano che faceva dei video per TikTok e studiava i balletti che nel periodo del lockdown tenevano banco nei pomeriggi chiusi in casa

La bambina è stata ritrovata nel bagno di casa: aveva detto che stava facendo la doccia e invece si era stretta una cintura attorno al collo fissandola sul termosifone. Teoricamente per una sfida lanciata su Tiktok, non è chiaro se si tratti di Blackout Challenge o di Hanging Challenge. Ma, secondo quanto rivela Repubblica, c’è un elemento importante che ha indirizzato gli inquirenti a ricercare nelle sfide social le motivazioni del gesto di Antonella. La sorella quasi coetanea che ha raccontato ai genitori che stava facendo “il gioco dell’asfissia“:

Antonella ha partecipato al “Blackout challenge” su TikTok, il social tra i più seguiti dagli adolescenti. Si è stretta attorno al collo una cintura con l’obiettivo di restare senza respiro più tempo possibile. E, intanto, registrava tutto col suo cellulare dentro il bagno di casa. Una sfida pericolosa e assurda. Ai genitori aveva detto, mercoledì sera, che stava facendo la doccia. Avrebbe dovuto liberarsi, a un certo punto, da quella morsa ma non ce l’ha fatta e ha perso conoscenza. Non ha avuto il tempo di chiedere aiuto, è rimasta soffocata. A trovarla a terra è stata la sorellina di 5 anni. I genitori le avevano chiesto di andare a vedere perché Antonella era ancora in bagno. L’altra sorella, che di anni ne ha 9, invece ha spiegato poco dopo al papà e alla mamma ancora increduli per quella cintura al collo: «Antonella stava facendo il gioco dell’asfissia, io lo so». Una rivelazione inaspettata e che ha aperto le porte alla polizia per comprendere cosa fosse successo nel bagno della casa di una famiglia semplice. Una sfida social pericolosa e della quale i genitori non erano a conoscenza

Tiktok tramite il suo portavoce ha diffuso una nota di vicinanza alla famiglia: “Siamo davanti ad un evento tragico e rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze e pensieri di vicinanza alla famiglia e agli amici di questa bambina. La sicurezza della community TikTok è la nostra priorità assoluta, siamo a disposizione delle autorità competenti per collaborare alle loro indagini. Nonostante il nostro dipartimento dedicato alla sicurezza non abbia riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato un simile accadimento, continuiamo a monitorare attentamente la piattaforma come parte del nostro continuo impegno per mantenere la nostra community al sicuro. – aggiunge il portavoce di TikTok – Non consentiamo alcun contenuto che incoraggi, promuova o esalti comportamenti che possano risultare dannosi. Utilizziamo diversi strumenti per identificare e rimuovere ogni contenuto che possa violare le nostre policy” Ora gli inquirenti hanno sequestrato il telefono della bambina alla ricerca di prove. Forse Antonella stava girando un video per dimostrare di aver partecipato alla sfida. Sono state aperte due inchieste: una  coordinata dal procuratore dei minori Massimo Russo e dal sostituto Paola Caltabellotta e l’altra dal procuratore aggiunto della Procura ordinaria Laura Vaccaro che coordina le indagini sui reati che coinvolgono le fasce deboli. L’ipotesi di reato è al momento quella di istigazione al suicidio.