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Il flop degli antivax a Rimini

margherita gatta no vax 1

Sono cinque, su 483 iscritti, i bimbi riminesi tra i zero e i tre anni le cui famiglie hanno deciso di non rispettare l’obbligo dei vaccini per l’iscrizione ai servizi educativi. Per conoscere le statistiche degli altri ordini, scrive l’agenzia DIRE, occorrerà aspettare lunedì prossimo, termine ultimo per regolarizzare la posizione. Ma, intanto, i cinque sono un “numero minimale”, sottolinea alla stampa l’assessore alla Scuola del Comune di Rimini, Mattia Morolli, in una città che è al secondo posto in Italia per minore copertura e dove i cosiddetti No vax sono particolarmente strutturati.

Il flop degli antivax a Rimini

Non a caso, mentre oggi dall’Ufficio scolastico regionale sono partite le indicazioni per i presidi che si trovano di fronte i genitori di bimbi non vaccinati, in questi giorni i No vax riminesi stanno facendo girare una sorta di decalogo di ‘resistenza’, che per sbaglio è stato inviato anche a Palazzo Garampi. L’obiettivo dei No vax sembra essere di alzare il livello di scontro e mettere in difficoltà i Comuni, creando una sorta di filibustering in nome di una “obiezione attiva”. Le ‘indicazioni’ prevedono in primo luogo di farsi sentire con il sindaco della propria città chiedendo un incontro.
antivax scuola certificazioni - 6
Poi, di fare la prenotazione all’Ausl per i vaccini e di compilare il modello di autocertificazione senza consegnarlo il primo giorno in cui occorre presentarsi a scuola “rivendicando il diritto di accesso”. Il decalogo chiede inoltre di “mantenere la calma, tenere un atteggiamento composto, sereno, non aggressivo e non violento” e “attendere” che il bambino entri all’asilo o che venga chiamato il dirigente comunale e il sindaco. Cosi’ in ogni Comune sara’ preso atto della presenza, della “posizione non violenta, ferma e decisa sui diritti. E vedremo cosa faranno”.

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