Cultura e scienze

Quelli che vogliono blastare Mentana sui vaccini ma…

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Qualche giorno fa Enrico Mentana ha preso posizione contro i genitori no-vax e free-vax. Lo ha fatto sulla pagina Facebook da dove si diletta a “blastare” laggente. In una serie di post Mentana ha spiegato che tutte le argomentazioni dei genitori antivaccinisti non valgono nulla. Nei commenti, a spiegare che i vaccini non fanno male e non sono pericolosi sono intervenuti sia Roberto Burioni che Guido Silvestri. Ma questo non basta. I Genitori Preoccupati™ non si fanno certo scoraggiare da queste “informazioni”. Gli unici ad essere informati davvero sono loro. E guai a chi dice loro il contrario.

Lo spam degli anti-vax contro Enrico Mentana

Ad esempio in un post  del 16 luglio Mentana riportava tutte le risposte alle domande difficili sui vaccini. Si tratta di un documento pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità che raccoglie le principali domande e obiezioni fatte dai genitori e attivisti no-vax/free-vax sui vaccini. Evidentemente il post non è stato letto da chi ne aveva più bisogno. Perché dal giorno dopo ha preso a circolare una catena che i soliti scrupolosi copincollisti hanno iniziato a spammare ovunque. I Genitori Preoccupati™ non permettono al Ministro di prenderli in giro: figuriamoci se lo permettono a Mentana, un giornalista.
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Ecco quindi i dati UFFICIALI (rigorosamente in MAIUSCOLO che dà maggiore AUTOREVOLEZZA) che smentiscono ogni punto del suo post. Stiamo qui per entrare in un mondo alla rovescia dove gli stessi argomenti che vengono smontati punto per punto nel documento dell’ISS vengono riproposti come se niente fosse. È la fine della logica per come la conosciamo. La dimostrazione che ai genitori anti-vax non interessa avere informazioni o spiegazioni. Perché hanno già deciso cosa è giusto e cosa è sbagliato. Hanno studiato quindi lo sanno. Ma anche se non lo avessero fatto lo saprebbero perché sono genitori.
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La storia è simile a quella del numero verde 1500 messo a disposizione dal Ministero della Salute per dare informazioni sui vaccini. Un avvocato del fronte della “libera scelta” ha invitato esplicitamente i genitori a chiamare il numero verde per leggere l’articolo 32 della Costituzione e riagganciare. La volontà è quella di intasare il servizio o al limite prendersi una meschina rivincita. Non quello di ottenere le informazioni che da mesi i genitori chiedono. Perché quelle informazioni, quelle basate su fatti e argomenti scientifici nessuno di loro le vuole sentire.

I numeri corretti delle cause “sui vaccini” negli USA

I vaccini, come è noto, non causano autismo. E non è in ogni caso una corte di giustizia a stabilire se esiste una correlazione di causa effetto tra vaccinazioni e autismo. Gli autori di questo post non citano i dati riguardanti il numero di cause (negli USA) e  nemmeno un link a cosa dice il CDC. Il Center for Disease Control dice invece che i vaccini non causano autismo. Riguardo alle cause e all’ammontare dei risarcimenti la questione è – stranamente – diversa da come la raccontano gli antivaccinisti. Andando sul sito dell’HRSA (quindi non il CDC) è possibile leggere una spiegazione. In primo luogo non sono solo procedimenti legali relativi all’autismo. Sono tutte le cause intentate dal 2006 al 2015 sui danni da vaccino. L’HRSA precisa inoltre che il fatto che il querelante abbia visto riconosciuto il diritto ad una compensazione economica non prova l’esistenza del danno da vaccino. Nell’80% dei casi si tratta di un accordo di compensazione raggiunto tra le parti laddove non è stato dimostrato che il vaccino ha causato il danno.

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Fonte: HRSA

Questo perché le due parti preferiscono minimizzare il rischio di perdere raggiungendo un accordo (interessante dal punto di vista di chi non vaccina per minimizzare il rischio). Delle 4.510 petizioni giunte a sentenza solo 2.950 hanno visto riconosciuto il diritto ad una compensazione economica. Ma andiamo avanti: gli antivax probabilmente hanno letto male i dati. Ad esempio l’HRSA specifica che nello stesso periodo (2006-2015) sono state distribuite 2,8 miliardi di dosi di vaccini (di tutti i tipi). Quindi  significa che ogni milione di dosi distribuite c’è un individuo che ha ricevuto una compensazione economica. Questo aiuta a mettere in prospettiva le cifre sparate dagli anti-vax. Ma da dove viene fuori la storia degli oltre tre miliardi di dollari pagati alle “vittime dei vaccini”? Sempre da una lettura sbagliata dei dati:

Since 1988, over 18,329 petitions have been filed with the VICP. Over that 29-year time period, 16,517 petitions have been adjudicated, with 5,555 of those determined to be compensable, while 10,962 were dismissed. Total compensation paid over the life of the program is approximately $3.7 billion.

Ora la malafede degli antivax è evidente fin dal primo punto di questa catena. Le 4.510 cause non hanno dimostrato che il vaccino causa l’autismo. Il CDC non dice che il vaccino causa l’autismo. Il fatto che sia stata ottenuta una compensazione economica non dimostra la correlazione tra vaccino e danno. Le cause vinte non sono 4.510 ma 2.950. E la maggior parte delle cause viene archiviata.

La storia dello studio “nascosto” della Glaxo

Non c’è nulla di meglio, in una teoria del complotto, che la storia di uno studio “pubblicato per errore” e poi rapidamente cancellato. Dà l’impressione che Big Pharma abbia fatto un passo falso ma che per fortuna i valorosi anti-vax erano lì pronti a salvare le prove prima che venissero cancellate. In realtà come spiega l’ISS nelle FAQ sui vaccini non esiste alcuno studio segreto e non è stato cancellato. Lo studio è disponibile a questo link ed era confidenziale perché inviato dalla Glaxo alle autorità di controllo europee.
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Spiega l’ISS che si tratta di un tipo di documento che le aziende farmaceutiche inviano routinariamente alle agenzie regolatorie dei medicinali (in Europa è la European Medicines Agency, negli Stati Uniti la FDA – Food and Drug Administration). Questo documento non tiene in considerazione del rapporto di causa effetto tra vaccino e reazione avversa segnalata. Semplicemente dà conto delle segnalazioni ricevute. Il documento dimostra che le case farmaceutiche non cestinano le segnalazioni fatte da medici e pazienti ma ne tengono conto e inviano un rapporto alle autorità competenti che vigilano sui farmaci. La segnalazione di per sé non prova nulla dal punto di vista medico scientifico. Anzi il documento probabilmente è l’effetto dell’azione degli anti-vax che continuano a segnalare l’autismo come reazione avversa all’esavalente anche se il rapporto causa effetto tra esavalente e autismo non esiste.

Ma i bugiardini dicono che l’autismo è tra le reazioni avverse dei vaccini!

Gli anti-vax invitano Mentana a “tradurre” un bugiardino dove è scritto nero su bianco che tra le reazioni avverse del vaccino trivalente Tripedia c’è anche l’autismo. È noto che i bugiardini sono una delle letture preferite dei genitori anti-vax (chissà se leggono tutti i bugiardini o solo quelli dei vaccini). Il problema è che bisogna saperli leggere e capire cosa c’è scritto davvero. Come spiega anche il sito perchévaccino.it gli eventi avversi riportati sui bugiardini comprendono anche quelli segnalati dall’utenza. Inoltre, per evitare cause e procedimenti legali e per cautelarsi, le aziende farmaceutiche spesso indicano nei bugiardini anche eventi e reazioni che non hanno alcun fondamento scientifico.

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Fonte

È bene tenere presente che il foglietto illustrativo non è una pubblicazione scientifica. E per redarlo ci si basa anche sui dati della cosiddetta farmacovigilanza attiva. Vale a dire che se un paziente segnala una reazione avversa avvenuta dopo la somministrazione del vaccino (o dopo l’assunzione di un farmaco, funziona allo stesso modo) questa viene riportata anche se non viene dimostrata la correlazione causale tra i due eventi (la vaccinazione e l’insorgere della reazione avversa). Questo vale per le segnalazioni di autismo sia per quelle di SIDS ovvero di morte in culla del neonato.

I vaccini non causano la SIDS

Non esistono studi che dimostrano la correlazione tra vaccini e la SIDS. Di nuovo, il fatto che la Sudden Infant Death Syndrome si verifichi dopo una vaccinazione non significa che la vaccinazione né è la causa. Il nesso temporale non è il nesso causale. Ci sono studi epidemiologici che hanno dimostrato che l’incidenza della SIDS è la stessa tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati. Se il vaccino fosse una delle cause si dovrebbe vedere un maggior numero di casi di SIDS tra i vaccinati. Così non è. L’ISS fa notare che in anni recenti, negli Stati Uniti si è verificata una diminuzione delle SIDS, senza che vi fosse una parallela diminuzione dei bambini vaccinati.  è bastato un efficace programma di educazione sanitaria della popolazione, al fine di promuovere alcune semplici azioni che servono per ridurre in modo significativo il rischio di SIDS.

I vaccini e la formaldeide

Lo dica Mentana, che i vaccini contengono formaldeide! Lo scriva se ha il coraggio. Scrive l’ISS: i moderni vaccini combinati, ossia gli esavalenti (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus, epatite B), i vaccini contro pneumococco e meningococco e inoltre quasi tutti i vaccini disponibili in forma singola o con combinazioni diverse dall’esavalente (quale ad esempio epatite B, epatite A, difterite-tetanopertosse e altri), oltre a non contenere thiomersal, non contengono formaldeide né altri conservanti.
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In un ridotto numero di vaccini è tuttora presente come conservante, ad una concentrazione non superiore a 0,1 mg.

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La quantità di formaldeide naturalmente presente in alcuni alimenti. Fonte

Inoltre la formaldeide, che ad alte concentrazioni è dannosa, è presente naturalmente negli alimenti. Anche il nostro organismo produce questa sostanza in maniera naturale. Mediamente l’uomo adulto ha una concentrazione di formaldeide nel sangue pari a 2,5 migrogrammi per ml. L’ISS ha fatto il calcolo di quanta formaldeide c’è nel sangue di un bambino di due mesi:

un bambino di 2 mesi che pesa 5 kg ha in media 85 ml di sangue per kg di peso, quindi: 5×85= 425 ml di sangue. 2,5 microgrammi x 425 = 1062 microgrammi = 1,06 mg. Quindi anche quando un bambino è vaccinato con un prodotto contenente formaldeide, la quantità somministrata è al massimo 0,1 mg, mentre nel sangue è naturalmente presente una quantità 10 volte maggiore (1 mg).

Di nuovo guardando i dati emerge la malafede di chi crea e diffonde le informazioni che circolano tra i no-vax.

Perché si vaccina ancora contro la polio?

Un altro argomento “forte” contro i vaccini è la scomparsa della polio. Se non c’è più la malattia in Italia che senso ha vaccinare? E soprattutto, perché vaccinare quando il vaccino è responsabile di più casi di polio rispetto al virus selvaggio? A questa domanda la risposta è che in Italia non si usa lo stesso tipo di vaccino che ha causato quei casi di polio.
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Inoltre l’ISS – ma bisognerebbe aver letto il documento – racconta l’interessante caso dell’epidemia di poliomielite esplosa in Olanda nel 1992. A esserne i colpiti furono i figli di una piccola comunità religiosa che rifiutava in massa le vaccinazioni. La polio non si diffuse a causa delle scarse condizioni igieniche ma venne introdotta da portatori asintomatici del virus provenienti da regioni dove la malattia è ancora endemica. I virus – spiega l’ISS – «possono essere reintrodotti in popolazioni ad elevato livello igienico-sanitario e possono dar luogo ad epidemie se la percentuale dei vaccinati scende al di sotto di un determinato livello critico. Più una malattia è contagiosa, più alta deve essere la copertura vaccinale necessaria ad impedire le epidemie».

L’immunità naturale contro quella “indotta” dai vaccini

Un altro buffo argomento degli anti-vax riguarda il fatto che l’immunità da virus naturale genera “anticorpi veri” mentre gli anticorpi “farlocchi” (termine medico dei free-vax) non funzionano allo stesso modo. La questione è interessante perché da un lato ci consente di affrontare il concetto di rischio, dall’altro dimostra quanto poco i free-vax ci capiscano di immunologia. Quanto è il livello accettabile di rischio cui sottoporre i propri figli? Per i no-vax questa soglia è bassissima. A fronte delle bassissime percentuali di rischio dovute alle vaccinazioni preferiscono non vaccinare. Fosse anche lo 0,001% dei casi la possibilità che il proprio figlio subisca un danno da vaccino è inaccettabile.
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Dall’altra parte invece per i free-vax è perfettamente accettabile il rischio che il proprio figlio contragga una malattia “naturale”. Meglio il morbillo-party – con il rischio di complicanze e gravi danni neurologici – che la trivalente. Il tutto per evitare l’inesistente rischio che il bambino diventi autistico. Ma l’immunità da morbillo “selvatico” protegge di più!! Spiegano i no-vax. Senza capire che per ottenerla è necessario tenere in circolazione quel virus (o altri virus come la rosolia). Il che però mette a rischio chi non può essere vaccinato o gli individui immunodepressi. Infine in una situazione ideale, nella quale il virus, grazie alle vaccinazioni, non ha più modo di circolare e diffondersi nella popolazione, il fatto che l’immunità duri qualche anno di più o di meno è irrilevante. Perché ogni individuo sarà protetto da i nuovi nati che si vaccinano. La vaccinazione non è un atto individuale. Non si vaccina un singolo individuo si vaccina la popolazione.

La questione della copertura vaccinale

Un altro dato che i no-vax faticano a capire è quello relativo alla copertura vaccinale. I nostri eroici disinformatori si chiedono come mai se l’obiettivo è quello di raggiungere il 95% di copertura vaccinale allora si vaccina solo il 15,8% della popolazione italiana, ovvero i bambini. La questione non è tanto quella di non avere i soldi per vaccinare tutti. Bisogna innanzitutto chiarire che quando di parla di percentuali di copertura ci si riferisce alle singole coorti vaccinali in base all’anno di nascita. Vale a dire che il 95% di copertura deve essere ottenuto su una coorte vaccinale e non sull’intera popolazione.
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Va da sé che se da ora in avanti il 95% dei nuovi nati viene immunizzato con il passare degli anni (ci vuole tempo eh) in virtù dei naturali processi di sostituzione della popolazione la maggior parte degli italiani sarà vaccinata. Inoltre per motivi di politiche di salute pubblica è preferibile vaccinare una determinata fascia d’età perché così si protegge una delle fasce più esposte della popolazione e si limita la diffusione delle malattie. Scrive l’ISS:

Supponiamo di non vaccinare nessun bambino in Italia per un anno. Per le malattie più contagiose (ad es. pertosse e morbillo) la soglia epidemica, cioè il numero di bambini non protetti necessario perché inizi un’epidemia, corrisponde all’incirca al numero dei nuovi nati in un anno. Quindi, sospendendo totalmente le vaccinazioni, nell’arco di 12 mesi avremo accumulato un numero di bambini non protetti sufficiente ad iniziare un’epidemia, con le conseguenti complicanze e decessi.

La matematica creativa in questo caso è, di nuovo, quella degli anti-vax. Ma abbiamo già visto che in nome di quello che è puro e semplice egoismo alimentato dalla presunzione di saperne di più di medici e ricercatori i genitori anti-vax sono disposti a mettere a rischio la vita dei propri figli e di quelli degli altri. E così non è vero che l’AIFA è stata costretta da un esposto del CODACONS a pubblicare i dati sulla farmacovigilanza. Così come non è vero che le reazioni avverse negli ultimi tre anni sono state 21.500. Ma come abbiamo visto ai no-vax piace giocare con i numeri e i loro significati, certi che nessuno dei genitori preoccupati andrà a verificarli.