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Anna Cisint: la sindaca leghista di Monfalcone che vuole solo profughi veri (quelli ucraini)

@neXt quotidiano|

Anna Cisint

Accoglienza a targhe alterne, senza conoscere la storia delle persone (e la storia in generale). Perché quel che sta accadendo in Ucraina da una settimana ha acceso i riflettori sul cosa sia realmente una guerra. Un conflitto, perpetrato dalla Russia, che ha avuto riflessi e reazioni in tutto il mondo. Quello stesso mondo che, però, spesso volta le spalle ad altre guerre (civili e non solo) in altre zone del mondo. Esplosioni, povertà e lotta per la sopravvivenza che ha portato e porta molte persone ad abbandonare la propria terra natia per rincorrere una vita migliore. Concetti che sembrano essere sconosciuti ad Anna Cisint, che di professione fa la sindaca (leghista) in quel di Monfalcone.

Anna Cisint, la sindaca leghista di Monfalcone che vuole solo profughi veri

Sul suo profilo Facebook, infatti, la prima cittadina del Comune friuliano riesce a fare la classica propaganda leghista anche sui profughi, differenziandoli per categoria:

“In giornata comunicheremo che apriamo un centro raccolta. Questa tragedia della guerra ci ha dimostrato che ci sono profughi e… ’profughi’. Quelli veri, che ti fai in quattro per aiutare (e dopo annunceremo le misure che ieri sera fino a tardi abbiamo organizzato) e quelli che sono arrivati a gruppi di soli uomini e con tutto il ‘contorno’ che conosciamo, purtroppo. Finché avrò possibilità AIUTERÒ QUELLI VERI. Il ‘politicamente corretto’ non fa per me e come ha detto un mio amico: ‘Non stemo confonder la disponibilità con la stupidità’”.

Ovviamente, l’accoglienza di chi sta fuggendo dall’Ucraina inghiottita in una guerra per volere di Putin è sacrosanta. Ma Anna Cisint – che già in passato spacciò bufale su Laura Boldrini – fa distinzioni tipiche di chi non conosce la geopolitica del mondo. Il riferimento (non scritto) è ovviamente al fenomeno migratorio dall’Africa. Come se nel continente africano non ci siano guerre e carestie provocate dai conflitti. Se ne parla meno, certo, colpa di un’attenzione mediatica che non dà tempo e spazio a quel che accade quotidianamente in altre zone del mondo. Ma la guerra non è solo un Ucraina e fare una distinzione tra profughi continua a essere un mero esercizio di propaganda elettorale sulla pelle delle persone.