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Angelo Ferrillo: l'attivista della Terra dei fuochi querelato da Casaleggio

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«A poche ore dalla conferenza stampa di stamattina a Napoli ho ricevuto una comunicazione dall’avvocato di Gianroberto Casaleggio con la quale mi viene resa nota una sua querela per diffamazione»: lo dice Angelo Ferrillo, attivista e fondatore della storica associazione La Terra Dei Fuochi che era stato prima sospeso e poi espulso dal MoVimento 5 Stelle.
 
ANGELO FERRILLO: L’ATTIVISTA QUERELATO DA CASALEGGIO
«Ho dato mandato al mio legale – ha detto Ferrillo – di difendermi in ogni sede e respingo al mittente questa azione intimidatoria ad orologeria, giunta a poche ore dalla mia conferenza stampa sull’empasse nelle primarie del Movimento in Campania». Attraverso il suo legale, l’avvocato Marco De Scisciolo, Ferrillo ha annunciato un esposto per diffamazione nei confronti di Gianroberto Casaleggio. Lo scorso 16 gennaio, Ferrillo fece sapere, con un comunicato, di essere stato sospeso dal Movimento Cinque Stelle. Qualche giorno prima aveva partecipato alla regionalie del movimento. Lo scorso 28 gennaio Ferrillo ha ricevuto un provvedimento di espulsione al quale aveva risposto ricorrendo in appello, così come dispone il regolamento interno del Movimento. Ferrillo aveva scritto su Facebook:

In questi giorni mi sono espresso esclusivamente nel merito della mia vicenda, ma ora che il dado è tratto posso esternare liberamente.
Con un pretesto qualsiasi sono stato estromesso dai giochi perché una volta in lista qualcuno ha avuto paura che avevo i numeri per riscuotere più preferenze della candidata (già prestabilita) ed avrei così stravolto il disegno su quello che dovrà diventare il ‪#‎M5S‬ in Campania, nonché bruciato definitivamente l’immagine nazionale dei maggiori NON esponenti del cosiddetto direttorio.

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ANGELO FERRILLO: L’ATTIVISTA M5S ESPULSO
Ferrillo spiegava all’epoca quale fosse, secondo lui, il vero motivo della sua espulsione, puntando il dito su Luigi Di Maio e Roberto Fico: «Molto semplice. Perché con me in lista i capi politici del ‪#‎M5S‬, veri responsabili della sua disintegrazione, non avrebbero potuto continuare in Regione Campania le stesse idiozie che stanno facendo a Roma da 2 anni. Quindi, a pretesto, a loro detta avrei turbato le primarie e mi hanno accusato di aver mosso una critica scritta mesi prima e per altro riferita a precedenti votazioni. Mettere in lista la battaglia concreta che porto contro i “roghi tossici” nella cosiddetta “‪#‎terradeifuochi‬” avrebbe oscurato la nullità politica del direttorio tutto campano, Fico e Di Maio, se in Campania il Movimento si sta polverizzando bisogna ringraziare principalmente loro e la banda di lacchè al loro fianco». E ancora: «Queste persone hanno tradito i principi del movimento, quelli in cui tutti credevamo, trasformandolo in una sorta di ufficio di collocamento per amici e parenti fedelissimi. La politica migliore che sono capaci di esprimere è quella dei “Selfie” e delle carte bollate. Mandare in regione i loro personaggi, vuol dire rivedere per i prossimi 5 anni le stesse idiozie a cui abbiamo assistito negli ultimi 2».