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Crisanti rinuncia allo stipendio da senatore: "Quello da medico mi conviene"

Asia Buconi|

andrea crisanti

“Ho preso 36mila preferenze, non mi aspettavo un successo di queste dimensioni”, erano state queste le parole del virologo Andrea Crisanti all’alba della sua elezione col Pd per il Senato nella circoscrizione Europa. E oggi che la legislatura è appena iniziata, il direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova ha fatto una precisa scelta di campo: quella di rinunciare allo stipendio da onorevole.

Una decisione, ha spiegato Crisanti, dettata, più che da motivi ideologici, dalla volontà di voler mantenere il compenso da ricercatore universitario e medico, che sarebbe più alto rispetto a quello da senatore. Per questo motivo, molti adesso si sono scagliati contro il senatore dem accusandolo di aver fatto questa scelta per guadagnare una cifra maggiore, più che per dare un apprezzabile esempio.

Crisanti, come riporta il Corriere Veneto, ha infatti spiegato: “Dovendo scegliere, ho deciso di mantenere la retribuzione che percepisco dall’Università di Padova, in qualità di direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia. Dopo l’elezione mi sono messo in aspettativa, ma con stipendio, e allora non potendo ovviamente cumulare due buste paga sono stato chiamato a scegliere tra quella da senatore e quella da specialista. Ho optato per quest’ultima, per motivi contributivi. Mi conviene, è un compenso più alto e poi è una questione di contributi previdenziali, di continuità nel versamento”.

Andrea Crisanti rinuncerà allo stipendio da senatore: “Me l’hanno consigliato, lo fanno già molti magistrati”

Il senatore 68enne ha poi chiarito come la sua scelta sia regolarmente prevista e già fatta da molti colleghi: “Non cambia molto come importo, ma per la pensione conveniva. È una cosa legittima, consentita dalla legge. Me l’hanno consigliato in Senato. Lo fanno già molti magistrati, non c’è nulla di nuovo”.

Crisanti ha poi spiegato il motivo per cui guadagna molto di più da medico che da senatore: “Ricopro una posizione apicale sia all’Università che in azienda ospedaliera. La mia classe di stipendio è elevata, perché fui chiamato come professore di ‘chiara fama’, poi ho l’indennità di direzione di dipartimento, di unità complessa e di Malattie infettive. La somma è interessante ma non è che sono stato lì a contare le centinaia di euro”.

Tentando di fugare ogni tipo di polemica, il virologo ha comunque assicurato che verserà “certamente” l’obolo richiesto dal Pd ai propri eletti, chiarendo pure che continuerà con la sua attività scientifica nonostante gli impegni politici: “Accanto all’attività politica posso continuare a fare ricerca e a insegnare. Sicuramente ora privilegerò il lavoro in Parlamento, perché ho preso un impegno con gli elettori che intendo mantenere. Ho tantissime idee, ne parlerò nel dettaglio più avanti”.